Gravidanza: la donna moderna sempre più attenta

Gravidanza: la donna moderna sempre più attenta
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    gravidanza più cosapevole per le italiane

    C’è un dato che sorprende quando si parla della Salute della Donna, con particolare riferimento alla gravidanza e alla sessualità; il dato rivela che oggi v’è sicuramente maggiore consapevolezza da parte della donna italiana nei confronti delle cure e delle soluzioni atte a garantire una gravidanza più serena e tranquilla, soprattutto a favore del nascituro, ma a far da controaltare a tutto ciò, un altro dato stranizza un po’….

    Cominciamo col dire che la futura mamma di oggi è più attenta al benessere del bimbo che porta in grembo, ad esempio, se fuma smette di fumare, lo fanno quasi sette donne su dieci e se dopo il parto la donna allatta al seno, non riprende più a fumare, così come, grazie alla maggiore informazione, aumenta il consumo di acido folico. E visto che dobbiamo anche considerare la presenza delle mamme extracomunitarie nel nostro Paese, risulta interessante paragonare come anche queste donne, soprattutto se perfettamente integrate nel nostro Paese, si comportano rispetto alle donne nate in Italia, in ambito alla maternità. Scopriamo che la differenza non è così marcata, si pensi che mentre la donna italiana si fa visitare dal ginecologo già al secondo mese di gravidanza, la donna extracomunitaria lo fa intorno al terzo mese; parrebbe invece che la donna extracomunitaria soffra più dell’italiana di depressione.

    Ma ecco il dato che in qualche modo sorprende, aumenta ancora il numero di parti cesarei in Italia, l’aumento non è particolarmente marcato, visto che si è passati dal 32 al 33,8% paragonando il dato relativo all’anno 2002 con il 2008, ma se consideriamo che la media dei cesarei in Italia è fra le più alte d’Europa, ogni pur piccolo aumento deve ritenersi significativo.

    Questa la fotografia del “percorso nascita in Italia” fatta dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha raccolto i dati di 25 ASL di undici regioni e si è soffermato anche su un’indagine supplementare sul tema “Sperimentazione di un modello di assistenza post-partum alle donne straniere”, che fornisce un quadro dello stato di assistenza alle donne straniere e su come vivono gravidanza e puerperio fino a 40 giorni dopo il parto.” Le mamme sono più attente e più informate ma resta ancora alta la medicalizzazione e l’allattamento al seno non è, evidentemente ancora adeguatamente promosso – spiega Michele Grandolfo, del Reparto Salute della Donna e del bambino in età evolutiva dell’ISS – Ma oggi sappiamo che la presa in carico della donna e la promozione delle scelte consapevoli favorisce una minore medicalizzazione della gravidanza e un più appropriato percorso rispetto alle prestazioni richieste in questo delicato periodo.

    Si pensi solo alle ecografie che dovrebbero essere tre in tutta la gravidanza e invece sono in aumento e il più delle volte hanno una funzione solo psicologica”. L’82% delle donne viene assistita da un ginecologo, il 3% da un’ostetrica e il 15,2% da un consultorio familiare (rispetto al 10% del 2002). Nel 72% dei casi si tratta di un ginecologo privato (rispetto al 75% del 2002). Aumentano le donne che assumono acido folico: nel 2004-05 rappresentavano solo il 4%, nel 2008 sono passate al 20,8%.

    Dall’indagine emerge l’importanza dell’assistenza post-partum. Secondo Angela Spinelli, responsabile del Reparto Salute della Donna e del bambino in età evolutiva, l’assistenza post-partum è particolarmente importante e dunque da aumentare per la popolazione “a rischio”: “Lo dimostrano – afferma – i dati sulle donne straniere in gravidanza nelle quali il disagio psicologico tocca punte del trenta per cento. Le stesse che, prima della nascita, sono più difficoltose da inserire in circuito di monitoraggio della gravidanza come mostra il fatto che il 13% di loro arriva alla prima visita solo dopo il terzo mese di gravidanza contro il 5% delle italiane”.

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