Gravidanza: l’aspirina previene il parto prematuro

Gravidanza: l’aspirina previene il parto prematuro

Un farmaco ritenuto troppe volte un banale rimedio e che invece detiene potenti proprietà terapeutiche, l'aspirina, che potrebbe utilizzarsi in caso di gravi patologie della gravidanza, ma a stretto controllo medico

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    Aspirina

    Sembra strano ma parrebbe proprio così, la semplicissima aspirina, l’acido acetilsalicilico per dirla tutta, che generalmente si utilizza per il raffreddore come antipiretico, ovvero per abbassare la febbre e per i dolori articolari, farebbe benissimo in gravidanza per evitare il rischio parto prematuro.

    A questo risultato sarebbero giunti ricercatori australiani che avrebbero dimostrato come l’aspirina diminuisca questa condizione patologica, persino la preeclampsia, una grave patologia caratterizzata da un corollario di sintomi quali ipertensione arteriosa, gonfiore, perdite di proteine con le urine e nei casi gravi convulsioni, coma e morte, in una casistica che, senza giungere a casi infausti, riguarda una percentuale variabile che va dal 5 al 10% delle gravidanze.

    La grave patologia, compreso il parto prematuro sarebbero, almeno stando a sentire i risultati degli scienziati dell’Università di Sidney, efficacemente contrastati dall’assunzione di un dosaggio pari a 50, massimo 100 mg di aspirina al giorno, una dose paragonabile a quella assunta dai cardiopatici, come terapia di mantenimento, che diminuirebbe del 10% i rischi gravi alla salute appena ricordati.

    Bisogna però ricordare che l’aspirina ha effetti sulla coagulazione del sangue e il rischio se si dovesse operare a tappeto su tutte le donne in maternità è di incorrere in eventuali metrorragie con donne che magari non avrebbero per nulla sofferto di preeclampsia o di parti prematuri, dunque, ferma la validità dell’approccio terapeutico questo va ristretto solo a quelle donne che abbiano un’anamnesi positiva a questa patologia evidenziata da gravidanze precedenti.


    Gli studi sono ancora in corso e non mancano ricercatori che ritengono che anche l’aver sofferto di preeclampsia non giustifica l’utilizzo dell’aspirina tranne i casi in cui la malattia abbia messo in serio pericolo la vita di madre e figlio; ne deriva che mai nessuna donna in gravidanza dovrà assumere di testa propria aspirina, la raccomandazione varrebbe comunque anche per qualsiasi altro farmaco, se non prescritta direttamente dal proprio medico.

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