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Gravidanza: controindicata in presenza di cariomiopatia dilatativa

Gravidanza: controindicata in presenza di cariomiopatia dilatativa

Eppure non tutte le donne sono attente a segnalare eventuali anomalie che potrebbero ripercuotersi pesantemente sul proprio benessere via, via che procede la gravidanza, così come non mancano quelle decise a portare avanti ugualmente la gravidanza nonostante affetta da gravi patologie cardiache

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    gravidanza

    Sembrerebbe un fatto scontato, quando una donna si accorge di essere in stato di gravidanza dovrebbe provvedere ad eseguire tutta una serie di indagini cliniche atte a diagnosticare eventuali patologie in atto, delle quali potrebbe anche non essere a conoscenza, soprattutto a carico dell’apparato cardiovascolare.

    Eppure non tutte le donne sono attente a segnalare eventuali anomalie che potrebbero ripercuotersi pesantemente sul proprio benessere via, via che procede la gravidanza, così come non mancano quelle decise a portare avanti ugualmente la gravidanza nonostante affetta da gravi patologie cardiache.

    Eppure, una delle cardiopatie più insidiose, quale è la cardiomiopatia dilatativa, pare essere fra le più insidiose per la donna in attesa del proprio bebè, per via delle conseguenze, a volte anche drammatiche che può determinare in questi soggetti.

    Lo rende noto uno studio pubblicato su Journal of the American College of Cardiology, secondo cui la gravidanza sembrerebbe avere effetti negativi, a breve termine, sulla salute di queste donne; lo avrebbero stabilito mediante analisi multivariata, Candice K. Silversides e collaboratori della University of Toronto, Toronto General Hospital che avrebbero concluso il loro studio riferendo di gravi episodi avversi per la donna in gravidanza.


    E’ stato dunque possibile determinare come una paziente affetta da cardiomiopatia dilatativa non in gravidanza abbia maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto ad una donna in attesa con la stessa patologia in atto, oltre a palesarsi eventuali complicanze per il nascituro in queste condizioni quantificabiloi in circa il 43% rispetto alle gravidanze “ normali “.

    “La definizione del quadro cardiovascolare prima della gravidanza può favorire l’identificazione delle donne in cui il rischio di eventi cardiaci risulti elevato” concludono gli autori, ovvero, è indispensabile che la donna prima di affrontare una gravidanza sia messa a conoscenza della salute del suo cuore e valuti con i medici la possibilità o meno di proseguire la gravidanza stessa.
    Fonte: J Am Coll Cardiol, 2010; 55:45-52

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