Gravidanza: come una donna cardiopatica dovrà affrontarla

Gravidanza: come una donna cardiopatica dovrà affrontarla

Non si vuole certo dire che la donna cardiopatica in assoluto debba astenersi dal fatto di generare figli, si vuole invece ammettere che a ciò potrà giungere dopo un’accurata diagnosi e dopo aver pianificato con i medici la gravidanza, ovvero, senza nessuna improvvisazione

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    Le cardiopatie sono già di per sé un problema per tutti, lo diventano ancor di più quando una donna affronti una gravidanza, momento in cui da un lato la voglia di maternità diventa una spinta quasi insopprimibile, dall’altro l’esigenza di garantire alla donna prima e alla vita che porta in grembo, dopo, la salute diventa di gran lunga prioritario rispetto all’esigenza della paziente di portare a termine a tutti i costi una gravidanza.

    Non si può insomma nascondere che di fronte ad una donna cardiopatica le fonti di preoccupazione da parte dei medici non sono certo poche, anche perché, ogni modificazione si vada a determinare nell’organismo della futura mamma in relazione con lo stato gravidico rappresenta un sovraccarico di lavoro per un cuore che di fatto bene non sta!

    Nonostante i progressi della medicina, in atto una donna su cento in stato di gravidanza è affetta da una cardiopatia della quale è quasi sempre a conoscenza ed il tasso di mortalità per la madre ed il bimbo che porta in grembo resta pur sempre alto.

    Gravidanza e cardiopatia: un connubio a volte complicato

    Non si vuole certo dire che la donna cardiopatica in assoluto debba astenersi dal fatto di generare figli, si vuole invece ammettere che a ciò potrà giungere dopo un’accurata diagnosi e dopo aver pianificato con i medici la gravidanza, ovvero, senza nessuna improvvisazione.

    Centrali risultano dunque le figure del medico di famiglia, del cardiologo e del ginecologo che insieme preparano il “campo” per la gravidanza e sempre insieme dispongono eventuali controlli o terapie del caso. La stessa diagnosi di cardiopatia, oppure il proseguimento degli accertamenti per accertarla al fine di constatare lo stato fisico della donna, è reso più difficile dallo stato gravidico che rende sicuramente più difficoltosa la valutazione funzionale della cardiopatia stessa e ciò per effetto delle modificazioni anche di natura cardiovascolare che in maniera normale avvengono in tutte le donne in gravidanza.

    Le modificazioni fisiologiche che ogni donna subisce dalla gravidanza

    Ogni donna sana che sia in stato di gravidanza riceve tutta una serie di modificazioni a carico dell’apparato cardiovascolare via, via che prosegue la gravidanza stessa. La classificazione che risulta più moderna oggi per seguire tale andamento è quella redatta dalla New York Heart Association che cercheremo di interpretare.

    La prima cosa che si assiste in gravidanza è l’aumento della richiesta di ossigeno da parte della madre, ma in tale stato aumenta anche la gittata cardiaca in una misura che va dal 30 fino al 50% in più rispetto ad una donna non gravida. Anche la frequenza cardiaca aumenta, dal 10 al 15% in più, così come aumenta anche il volume del sangue circolante e si assiste ad una riduzione della pressione arteriosa. Importante segnalare che in gravidanza si riducono le resistenze vascolari periferiche e si tende alla ritenzione di sali e liquidi con contestuale formazione di edemi alle estremità inferiori. Infine si assiste allo sviluppo del circolo utero-placentare.


    Quali sono le maggiori cardiopatie da tenere sotto controllo

    Fra le cardiopatie che hanno effetti sul buon andamento della gravidanza, da citare le cardiopatie reumatiche, sono le meno frequenti ma fra la più pericolose sia per la madre che per il feto al punto da poter condurre a morte entrambi per eventuali scompensi cardiaci e/o edema polmonare. In gravidanza inoltre gli esami di laboratorio per accertare lo stato di tali malattie o verificare il loro andamento sono spesso poco chiari perché condizionati dai valori ematici che la gravidanza genera.

    Anche le malattie valvolari rappresentano un problema non da poco, oltretutto la donna può manifestare grosse difficoltà a portare avanti la gravidanza fin dal primo trimestre a causa della dispnea che l’accompagna.

    Al di là delle altre eventuali cardiopatie, molte congenite, bisogna anche considerare l’incidenza dell’infarto del miocardio che in gravidanza ha una casistica che va da circa quattro fino a dieci casi su centomila gravidanze. A favorirlo l’aumento della frequenza e della gittata cardiaca, oltre alla maggiore coagulabilità del sangue.

    I fattori di rischio

    Sono considerati fattori di rischio quegli stessi presenti in tutte le persone ma che nel caso di gravidanza di donne cardiopatiche rappresentano un rischio aggiunto alla sua salute e a quello del figlio che porta in grembo. E dunque parliamo dell’ipertensione arteriosa, del diabete, dell’obesità, del fumo di sigaretta, dell’età avanzata, dell’eccesso di lipidi nel sangue.

    Sono considerate di norma con meno apprensione le aritmie cardiache soprattutto perché molte di queste sono facilmente gestibili con i farmaci e le cure del caso.

    Conclusione

    Come si vede non esiste un divieto assoluto alla gravidanza da parte di donne cardiopatiche, esistono però indicazioni e controindicazioni che però andranno rigorosamente disposte dai medici che hanno in cura la paziente.

    Di massima le indicazioni che si possono dare in gravidanza per quelle donne cardiopatiche sono quelle generali che ad esempio limitino l’aumento ponderale, evitino le condizioni di anemia e di eccessiva ritenzione di liquidi che richiedono maggiori sforzi al cuore, così come sarà utile raccomandare a queste pazienti la limitazione degli sforzi anche domestici, oltre al fatto di abolire nella maniera più assoluta il fumo e l’alcol, così come, per la donna impegnata in un’attività professionale, non sarebbe male se vi si astenesse durante tutta la gravidanza.

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