Gossip: assieme al pettegolezzo indurrebbe benessere

Gossip: assieme al pettegolezzo indurrebbe benessere

Una sorta di sistema soft che evita di concentrare in maniera violenta la reazione altrui e che invece finisce per controllare i comportamenti degli altri “Inoltre”, prosegue la ricercatrice

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    Cloney e Canalis

    Gossip e pettegolezzo vengono fuori dalle pagine patinate delle riviste specializzate e finiscono con l’occupare le autorevoli pagine delle riviste scientifiche, da quando l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche si è occupato del fenomeno indagandolo in ‘Le virtù del pettegolezzo’ con Rosaria Conte, ricercatrice dell’Istc-Cnr e Flaminio Squazzoni, dipartimento di Scienze sociali Università di Brescia.

    L’incontro, moderato da Cristiano Castelfranchi, si svolge nell’ambito dei seminari di divulgazione scientifica organizzati dal Dipartimento Identità culturale del Cnr sotto il titolo ‘Ricerche a confronto’.La sorpresa è che gli scienziati assolvono sia il gossip che il pettegolezzo e anzi li ritengono una sorta di miglioramento delle forme di comunicazione atte a garantire un migliorato grado sociale. “Dal punto di vista dell’evoluzione biologica e culturale, le società umane”, spiega Rosaria Conte, “si sono allargate nel tempo in tempi e dimensioni nettamente superiori rispetto ad altre specie vicine, come ad esempio dei primati”. Le condizioni per realizzare tale crescita sono “l’intensificazione dei rapporti di scambio e cooperazione e il controllo di comportamenti negativi, quali la truffa e l’inganno (cheating). Tutto ciò si rende possibile mediante la costruzione di una particolare forma di conoscenza sociale: la reputazione”.

    Dunque viene meno il grosso limite che si era soliti annettere al pettegolezzo vissuto fino adesso come una strategia atta a danneggiare il prossimo e che invece viene smentita proprio dagli autorevoli scienziati. “Trasmettendo la reputazione tramite il pettegolezzo, cioè riportando un’opinione non a titolo personale, bensì attribuendola al pensiero diffuso”, precisa Conte, “la fonte evita di assumersi la responsabilità di quanto dice e, di conseguenza, si sottrae a eventuali ‘rappresaglie’ e ‘faide’ che potrebbero a loro volta produrre altri comportamenti aggressivi, reciproci e reiterati.

    In tale modo gli uomini sono dunque riusciti a controllare il cheating, aumentando al contempo la dimensione dei gruppi sociali”.

    Una sorta di sistema soft che evita di concentrare in maniera violenta la reazione altrui e che invece finisce per controllare i comportamenti degli altri “Inoltre”, prosegue la ricercatrice, “si è sperimentato il modello di circolazione della conoscenza sociale attraverso la reputazione e il pettegolezzo su computer, in popolazioni di agenti artificiali, verificando anche in laboratorio che la diffusione delle informazioni mediante il gossip funziona e limita l’‘inganno’ più del modello che prevede l’assunzione diretta di responsabilità rispetto alle informazioni trasmesse”.

    Gli esperimenti condotti con decisori umani in laboratorio da Flaminio Squazzoni, dell’Università di Brescia, hanno dimostrato inoltre che, nell’effettuare scelte in campo economico, in cui normalmente si enfatizza la scelta razionale, gli individui sono influenzati fortemente dalla reputazione e dal gossip. “Dal punto di vista del sistema sociale nel suo complesso”, spiega Squazzoni, “la reputazione e i ‘rumors’, pur introducendo a volte, informazioni erronee e ‘bufale’, sembrano sorreggere le capacità di esplorazione dei soggetti nel prendere decisioni economiche anche rischiose e incrementano la tendenza alla cooperazione e alla fiducia fra gli operatori del mercato”.

    Insomma, anche nel gossip si ritrovano elementi positivi, l’uomo della strada insomma guardando ai personaggi che imperano nel gossip cerca di riprodurre l’spetto migliore del proprio comportamento cercando di migliorare la propria posizione….. sarà!

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