Glicemia basale: valori normali e valori limite

Glicemia basale: valori normali e valori limite

La glicemia basale è il valore del glucosio presente nel sangue a digiuno

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    Cos’è la glicemia basale? Quali sono i valori normali e quali quelli limite? La glicemia basale è il valore del glucosio presente nel sangue a digiuno. L’esame viene eseguito al mattino, dal momento che il paziente deve essere a digiuno da almeno 8-12 ore. E’ necessario verificare la glicemia basale in caso di sospetta diagnosi di diabete o per verificare l’andamento di questa patologia durante il trattamento farmacologico. Il dosaggio della glicemia basale, inoltre, viene prescritto dal ginecologo alle donne in gravidanza per valutare la possibile presenza di diabete gestazionale.

    Valori normali ed esami di verifica
    I valori della glicemia basale si considerano nella norma quando sono compresi tra 70 e 110 mg/100 ml. Si parla di glicemia postprandiale, invece, facendo riferimento a quel valore numerico che indica la quantità di glucosio presente nel sangue due ore dopo aver terminato un pasto (e non a digiuno). Infatti, 60-120 minuti dopo aver mangiato il livello glicemico subisce un innalzamento derivato dall’entrata in circolo (e dal conseguente assorbimento) del glucosio. Nelle persone sane i livelli glicemici postprandiali non superano 140 mg/dl e rientrano nei livelli basali entro 3-5 ore dall’ingestione del cibo.

    Per effettuare un miglior controllo glicemico nei pazienti diabetici, invece, viene effettuato l’esame dell’emoglobina glicata (o glicosilata) che permette al medico di valutare l’andamento medio dei valori glicemici del malato nell’arco di due-tre mesi. Questo test ha una duplice funzione: è indice attendibile dei valori di glicemia media di una persona diabetica, ma permette anche di verificare il possibile rischio di sviluppare complicanze legate a questa patologia che, fino a qualche anno fa, metteva a rischio oltre 6,5 milioni di italiani.
    Valori limite e complicazioni
    La glicemia bassa, ovvero sotto i valori normali, può essere causata da una molteplicità di fattori, quali ad esempio l’assunzione di farmaci betabloccanti, una prolungata situazione di digiuno, fenomeni di ipotiroidismo o ipertermia, neoplasia del pancreas o dell’ipofisi. La glicemia alta, invece, si riscontra più facilmente in pazienti che fanno uso di farmaci contraccettivi e diuretici o che sono affetti da diabete mellito, ipertiroidismo, infarto cardiaco, insufficienza renale cronica, pancreatite o in particolari situazioni di stress. Superati i valori limite è bene rivolgersi al medico per escludere (o confermare) la presenza di diabete, malattia i cui casi sono raddoppiati negli ultimi 30 anni. Per giungere ad una diagnosi certa lo specialista consiglierà una serie di esami specifici incentrati sull’analisi del colesterolo, dei trigliceridi, dell’azotemia, della creatinina e dei valori glicemici a digiuno e dopo i pasti, ma anche analizzando la presenza di eventuali sintomi anomali come una perdita di peso eccessiva o l’aumento dell’urina.

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