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Glaucoma: cure farmacologiche diminuiscono casi di morte

Glaucoma: cure farmacologiche diminuiscono casi di morte

Ovvero, un numero spaventoso di malati, visti i numeri della malattia, giungendo pure ad affermare che la scelta verso la terapia farmacologica, ai fini della sopravvivenza, risulterebbe più vantaggiosa rispetto all’intervento chirurgico per curare il glaucoma

da in Cecità, Farmaci, Glaucoma, Malattie
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    visita oculistica

    Cominciamo col dire che il glaucoma è una malattia dell’occhio che determina una pressione all’interno dell’occhio maggiore del normale; a questa malattia vanno incontro in tutto il mondo qualcosa come 55 milioni di persone, come se l’Italia intera ne fosse colpita.

    Ne consegue che stante la diffusione della patologia questa venga attentamente considerata, tant’è che solo nel nostro Paese a soffrirne sono quasi un milione di persone. Ma oggi il problema che si è profilato è un altro!

    Infatti una volta tanto parlando di glaucoma non si vuole stabilire le cause che lo determinano, né tanto meno il numero cospicuo di persone che pur soffrendo di glaucoma non sanno di esserne affetti se non dopo un esame oculistico per altre cause. Così come non si vuole neanche affermare che di glaucoma ci si può curare scongiurando il rischio di cecità; ciò che si vuole affermare, in base ad un recente studio scientifico, è che le cure farmacologiche atte a curare il glaucoma possono strappare alle probabilità di morte qualcosa come 75 persone su cento.

    Ovvero, un numero spaventoso di malati, visti i numeri della malattia, giungendo pure ad affermare che la scelta verso la terapia farmacologica, ai fini della sopravvivenza, risulterebbe più vantaggiosa rispetto all’intervento chirurgico per curare il glaucoma.

    Lo avrebbe stabilito un team di ricercatori dell’universita’ del Michigan che hanno analizzato soggetti, di eta’ media 60 anni, tra il 2003 e il 2007, tenendo conto del tipo e della quantita’ di eventuali cure effettuate per il glaucoma, e considerando ‘curati’ quelli che avevano preso un farmaco contro la malattia per almeno 30 giorni. Alla luce del fatto che una percentuale pari all’1% di tutta la popolazione esaminata era deceduta e verificando il tipo di trattamento subito da parte di questi malati, si sarebbe giunti alla determinazione di sostenere che quelli che non avevano assunto farmaci, scegliendo l’intervento chirurgico avevano avuto maggiori probabilità di morire.

    “Recentemente molti studi hanno messo in luce il legame del glaucoma con la probabilita’ di morte – scrivono gli autori – ma e’ la prima volta che si evidenzia una correlazione anche inversa, fra la cura della malattia e la possibilita’ di sopravvivenza”. .

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