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Glaucoma congenito: sintomi, cause e terapia

Glaucoma congenito: sintomi, cause e terapia

Il glaucoma congenito ha fra i sintomi l’ingrossamento del bulbo oculare

da in Glaucoma, Occhi
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    Glaucoma congenito: quali i sintomi, le cause e la terapia? Si tratta di una forma di glaucoma, che è causata da malformazioni congenite all’occhio e che può portare ad un danno alla retina e alle altre strutture dell’organo. In particolare il glaucoma colpisce il nervo ottico, quelle fibre nervose che trasmettono gli stimoli visivi al cervello. E’ una malattia rara, che si distingue dal glaucoma giovanile e dell’adulto.

    I sintomi

    I sintomi del glaucoma congenito si manifestano soprattutto nell’ingrossamento complessivo del bulbo oculare, causato da un’eccessiva pressione interna dell’occhio. Questo ingrossamento può essere visibile già alla nascita oppure può insorgere nei primi mesi di vita. All’inizio aumenta il diametro della cornea, poi si ha il vero e proprio ingrossamento del bulbo e la cornea diventa opaca e, infine, quando l’opacità della cornea diventa totale, ne risente di molto la visione. Spesso il tutto è accompagnato da altri sintomi, come lacrimazione e forte sensibilità all’esposizione alla luce.

    Le cause

    Le cause del glaucoma congenito sono da rintracciare nell’origine genetica del disturbo. Il gene responsabile della malattia è stato identificato nel cromosoma 2. Il glaucoma si manifesta soltanto se il bambino eredita il difetto genico da entrambi i genitori.

    Nello specifico il gene è coinvolto nel metabolismo di alcune sostanze che intervengono nella crescita dell’occhio e nella regolazione della trasparenza della cornea, oltre che nell’aumento della pressione intraoculare. La diagnosi del glaucoma avviene con un approfondito esame, che si esegue in anestesia generale, in modo che si possa misurare con esattezza la pressione intraoculare del bambino e si possano visualizzare in modo approfondito tutte le parti dell’occhio e del nervo ottico.

    La terapia

    La terapia dipende dal grado della malattia. Nei casi più lievi di glaucoma si può iniziare con un trattamento a base di colliri, che hanno lo scopo di abbassare la pressione intraoculare. Se questo trattamento non risulta efficace, di solito si passa ad un’altra strategia, consistente nell’intervento chirurgico. In particolare è il chirurgo oftalmico a decidere quale tipo di procedura adottare e soprattutto quando è il momento giusto, per poter procedere all’operazione. E’ essenziale che venga eseguita una diagnosi precoce. E’ vero, infatti, che non si tratta di una malattia comune, perché viene colpito un neonato su 10.000, ma i casi possono essere trattati nel migliore dei modi, soltanto se la diagnosi viene effettuata in maniera tempestiva.

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