Giornata mondiale del neonato pretermine

Giornata mondiale del neonato pretermine

Il parto prematuro è un’eventualità tutt’altro che rara, che può comportare una serie di gravi rischi a carico del neonato: oggi si celebra la Giornata Mondiale del Neonato Pretermine

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    Una giornata dedicata ai neonati pretermine

    Oggi si celebra, in tutto il pianeta, la “Giornata Mondiale del Neonato Pretermine”, dedicata a questa eventualità troppo spesso circondata da un alone di scarsa conoscenza e disinformazione. La Giornata Mondiale di oggi è anche l’occasione perfetta per presentare alcuni dati significativi, i risultati di una survey, condotta dall’Istituto di ricerca internazionale P/S/L Research su 1.300 mamme e future mamme in 13 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia.

    Una giornata importante e una sperimentazione altrettanto significativa, che restituisce un quadro della situazione decisamente poco rassicurante: la maggior parte delle mamme coinvolte nell’indagine ha dichiarato di non essere a conoscenza dei problemi connessi alla prematurità, le sue cause e le sue possibili conseguenze e talvolta anche la loro stessa esistenza.

    Corrisponde a oltre due terzi delle intervistate la quota di donne che non è consapevole del reale tasso di incidenza e di diffusione delle nascite premature, ma non solo. Ben il 42% delle mamme ha una percezione distorta della realtà dei fatti, sottostimando in modo significativo il tasso di incidenza dei parti pretermine.


    Magra consolazione per le connazionali: le mamme italiane, infatti, sembrano essere le meglio informate sul parto pretermine, riconoscendone la diffusione e conoscendone, nella maggior parte dei casi, rischi e caratteristiche.

    Un rischio concreto, quello connesso ai parti prima del termine, che rischia di mettere in pericolo il buon esito della gestazione e, soprattutto, la salute del neonato. “Ogni anno nel mondo nascono circa 13 milioni di neonati prematuri, circa 40.000 solo in Italia e il rischio è in aumento. La brusca interruzione del processo di maturazione fisica e psicologica del bambino può implicare difficoltà nello sviluppo psico-affettivo e relazionale di tutta la famiglia, lasciata molto spesso senza sufficienti informazioni e senza un adeguato sostegno ai genitori” ha dichiarato Martina Buscagnin, Presidente Vivere onlus.

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