Gioco d’azzardo: preocuppanti i dati in crescita

Gioco d’azzardo: preocuppanti i dati in crescita

Ci sono in totale più di 15 milioni di nostri connazionali, poco meno del 40% dell’intera popolazione, interessati dal gioco, certo, non tutti in maniera patologica e non tutti giocatori d’azzardo incalliti, tuttavia bisogna sottolineare il fatto che il 50% della popolazione maschile ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, contro il 29,2% di quella femminile

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    gioco d’azzardo

    Può essere considerato rischioso alla stregua dell’uso di sostanze stupefacenti, un vero e proprio vizio difficile e impegnativo da curare, quello del gioco, eppure è persino lo Stato ad incentivarlo con continua pubblicità e incentivazioni a vario titolo al fine di giocare sempre di più ed in maniera incisiva.E chi crede che gli italiani in preda alla febbre da Superenalotto ed alla ricerca del premio gigantesco di quasi 110 milioni di euro siano soli si sbagliano.

    Ci sono in totale più di 15 milioni di nostri connazionali, poco meno del 40% dell’intera popolazione, interessati dal gioco, certo, non tutti in maniera patologica e non tutti giocatori d’azzardo incalliti, tuttavia bisogna sottolineare il fatto che il 50% della popolazione maschile ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, contro il 29,2% di quella femminile.

    A ciò è pervenuto un’indagine condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa che ha analizzato i dati Ipsad-Espad 2007-2008. “I soggetti di età compresa tra i 25 ed i 34 anni sono quelli che hanno maggiormente dichiarato di avere giocato almeno una volta: il 55,1% dei maschi ed il 34,5% delle femmine – spiega Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr – Ma lo studio evidenzia soprattutto che ben il 10,8% dei giocatori, pari a un milione e mezzo di persone, prova l’impulso a giocare somme di denaro sempre più consistenti. Un fenomeno che riguarda il 13,1% degli uomini e l’8% delle femmine. Tra questi giocatori, il 5,3% nasconde addirittura l’entità del denaro speso ai familiari”.

    Il dato più preoccupante è però quello della rilevante parte che rientra nella vera e propria dipendenza da “gambling“. “Tra i residenti in Italia che hanno giocato almeno una volta – afferma Molinaro – il 19,8%, pari a tre milioni di persone, potrebbe sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo, e fra questi il 12,4% – secondo la valutazione del Canadian Problem Gambling Index – è nella fascia a rischio minimo, il 4,6% a rischio moderato e lo 0,8%, ovvero 120.000 persone, risulta avere un profilo da gambler”.

    Febbre da gioco” anche per i più giovani, che preferiscono i “gratta e vinci”, il Lotto e il Supenalotto.

    Tipicamente maschili, invece, i videopoker (ci hanno giocato almeno una volta il 14% dei maschi e il 4% delle ragazze) e le scommesse sportive (30% dei ragazzi e appena il 3% delle studentesse). Tra gli studenti giocatori, il 69% ha speso nell’ultimo mese fino a 10 euro, il 24% tra gli 11 e i 50 euro ed il 7% dai 51 euro in su.

    “Per il 30% circa degli studenti ‘giocatori – conclude Molinaro – si rileva un profilo di gioco ‘a rischio’ basso o moderato, stimato utilizzando il ‘South Oaks Gambling Screen: Revised for Adolescents’. Per lo 0,4%, si è evidenziato un profilo di rischio problematico. Anche in questo caso sono i ragazzi a far rilevare i profili più gravi”. Circa il 5% dei ragazzi ammette di essere tornato a giocare sperando di recuperare i soldi persi.Meno male che almeno quasi 72 persone su cento ritengono il gioco potenzialmente pericoloso, di questi lo ritiene tale la popolazione fra i 15 ed i 64 anni, in particolare dal 75,8% delle donne e dal 66%degli uomini, e disapprovato dal 60,5% degli italiani: il 65,9% delle donne 53,5% degli uomini.

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