Ginko Biloba: nessuna efficacia terapeutica

Ginko Biloba: nessuna efficacia terapeutica

Uno studio articolato e complesso che ha coinvolto ben 3

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    Gingo Biloba

    Vero è che a volte la suggestione fa più di ogni qualsiasi altro rimedio alle malattie, ma quando ci si deve confrontare con i riscontri scientifici non c’è suggestione che tenga, neanche il fatto di sapere che nella tradizione del Ginko biloba ci sono secoli di credenze e supposte virtù della medicina tradizionale cinese nella cura dell’invecchiamento del cervello e riguardo gli effetti sulla memoria.

    Probabilmente a sconfessare il Ginko biloba ha pensato l’evidenza di sapere che come tante altre sostanze similari non hanno il potere di attraversare intatte la barriera ematoencefalica, quel filtro naturale posto in modo da preservare l’integrità delle strutture più nobili del nostro organismo, cervello in primis. Ma a decretare l’inutilità di tutti quei prodotti a base di questa antica sostanza ha pensato un recente studio portato avanti dall’University of Pittsburgh negli Stati Uniti e pubblicato sul Journal of the American Medical Association.

    Uno studio articolato e complesso che ha coinvolto ben 3.000 persone di età compresa fra i 72 ed i 96 anni che pur avendo assunto la sostanza per lungo tempo non hanno beneficiato di alcun miglioramento della memoria né, tanto meno, si è riscontrato un rallentato invecchiamento generale e cerebrale in particolare. I fautori del Ginko biloba avanzano l’ipotesi che i benefici della sostanza siano determinati dall’aumento del flusso ematico cerebrale con la conseguenza che i tessuti cerebrali ricevendo più sangue e dunque più ossigeno si ricostituissero al meglio proteggendo il cervello anche dalle gravi malattie degenerative cui può andare incontro.

    Ma secondo Beth Snitz, ricercatrice a capo dello studio «tuttavia, non abbiamo trovato alcuna prova che il Ginko biloba rallenti il declino cognitivo negli anziani, o che protegga da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer». Lo studio ha comparato gli effetti dimostrati su un gruppo di pazienti assuntori della sostanza ed un gruppo che ha ricevuto farmaci inerti, come i placebo ed i risultati sono stati sovrapponibili per i due gruppi studiati.

    «Tra i due gruppi non abbiamo riscontrato alcuna differenza significativa», ha concluso Snitz. Studi precedenti avevano suggerito che il Ginko biloba potesse avere altri benefici per la salute, come ad esempio una riduzione dei danni cerebrali in caso di ictus. La pianta è comunque sconsigliata a donne incinte e in allattamento, e può causare effetti collaterali come mal di testa, allergie, e in alcuni casi perdite eccessive di sangue.

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