Ginkgo Biloba: inutile nelle demenze senili Alzheimer compreso

Ginkgo Biloba: inutile nelle demenze senili Alzheimer compreso

Resteranno delusissimi, come del resto già accaduto agli scienziati che ne hanno testato le proprietà, i sostenitori del GinKgo Biloba che hanno constato le scarse o nulle proprietà terapeutiche della pianta contro i disturbi e le patologie cerebrali

    Ginkgo_Biloba

    Resteranno delusi in molti, almeno tutti quelli che annettevano al Ginkgo Biloba quelle proprietà dovute alla presenza in questo vegetale di antiradicali liberi in grado di contrastare efficacemente quello stress ossidativo a livello cerebrale e che dunque agiva positivamente nei meccanismi della memoria, nei processi cognitivi, persino in grado di opporsi alla temibile patologia degli anziani, il Morbo di Alzheimer o demenza senile in generale.

    Intanto bisognerebbe stabilire nei prodotti posti in vendita quanto alta ed efficace sia la quantità attiva delle sostanze ricavate da questo vegetale, resta sempre il fatto, comunque, che i recenti studi effettuati sul Ginkgo Biloba, uno statunitense ed un europeo, non hanno annesso alla sostanza tutte le proprietà terapeutiche decantate fino adesso dai suoi strenui sostenitori. A parte poi, che bisognerebbe anche capire e, soprattutto constatare scientificamente, quanta sostanza riesce a superare la sottilissima barriera ematoencefalica, nei prodotti confezionati quali integratori alimentari; ricordiamo che tale membrana risulta essere quel sofisticatissimo filtro posto a protezione del cervello.

    Ma al di là di ciò, negli studi condotti fino adesso, sono tanto flebili le speranze che la sostanza abbia effetti protettivi contro l’Alzheimer da ritenerla, quando va bene, del tutto inutile, ma c’è di più, in maniera molto sottile e poco apprezzabile, sembrerebbe che persino chi ha assunto la sostanza durante la partecipazione ai test effettuati dagli Istituti Scientifici che hanno condotto l’inchiesta rispetto a coloro che non hanno assunto la sostanza sostituendola con dei placebo, si sarebbero verificati nei primi, episodi di demenza senile, ma il confine è così esile che non si può neanche affermare compiutamente che il Ginkgo Biloba agevoli le patologie cerebrale, ma sicuramente non le previene per nulla.

    Insomma, crolla un mito cui gli stessi scienziati avevano riposto tante speranze sulle qualità di questo vegetale, paralizzatisi davanti ai risultati pubblicati da Jama e testati su ben 3069 over sessantacinquenni in sei anni di approfonditi studi con questi risultati: Nel periodo preso in esame sono stati diagnosticati 523 casi di demenza, di questi 246 (16,1%) in chi aveva utilizzato placebo e 277 (17,9%) in chi aveva assunto ginkgo biloba.

    E c’è di più, l’uso prolungato della sostanza avrebbe persino causato, oltre al manifestarsi di quelle demenze cui si è accennato, anche un ictus emorragico, anche se ancora una volta, quest’ipotesi non può essere presa in considerazione vista la bassa incidenza di questa patologia aggiunta nel trial di partecipanti presi ad esame.

    Gli studi sono comunque ancora in corso.

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