Ginecologi, il parto cesareo non è un “reato”

Ginecologi, il parto cesareo non è un “reato”

Il mondo della ginecologia e dell’ostetricia è un “osservato speciale” da parte del Ministero, e, in particolare, lo è il parto cesareo, ma gli specialisti non ci stanno

da in Ginecologia, Gravidanza, Ministero della Salute, News Salute, Parto Cesareo, Sanità
Ultimo aggiornamento:

    Il parto cesareo non è da criminalizzare

    Dopo le polemiche, gli interventi delle autorità e i Nas in sala parto, gli “addetti ai lavori”, i ginecologi vogliono dire la loro: il parto cesareo non è un reato e come tale non può e non deve essere criminalizzato. Non deve essere generalizzato, ma nemmeno equiparato a un reato, a una pratica fuori legge, lesiva dei diritti e dei doveri concessi e imposti dalla società civile.

    Non è una questione di quanto ma di come. ”Basta con le ideologie. Lasciate lavorare i ginecologi in pace. Il parto cesareo non è un reato. Quando lo si fa è solo per salvaguardare la salute della mamma e del bambino. Non si deve considerare più bravo chi fa meno cesarei, ma chi fa meno danni”. Ecco come reagisce alla situazione attuale, ai controlli effettuati in molte strutture sanitarie italiane, un esperto, il dottor Claudio Giorlandino, ginecologo, segretario generale della Sidip, Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale.



    I ginecologi si sentono offesi, ma soprattutto, colpiti ingiustamente dai recenti provvedimenti del Ministro della Salute. ”Il malcontento della maggior parte dei ginecologi italiani corre sul web.

    Anche i medici hanno i loro blog e da questi viene fuori, soprattutto negli ultimi giorni, un forte malcontento per la decisione del Ministro della Salute Balduzzi di inviare i Nas in sala parto per controllare che non vengano eseguiti troppi tagli cesarei. Il mondo dell’ostetricia vive giorni di tensione, ansia. I ginecologi si sentono controllati, sono sotto pressione. Da una parte continue denunce per tagli cesarei non effettuati (o effettuati troppo tardi), dall’altra spinte ideologiche a ridurne il numero” ha aggiunto Giorlandino.

    Per garantire il massimo della sicurezza e della professionalità alle gestanti che devono dare alla luce una nuova vita, lo specialista dovrebbe sentirsi libero, di optare per il parto cesareo, piuttosto che per quello naturale, senza farsi frenare dai numeri o dalle percentuali.

    387

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN GinecologiaGravidanzaMinistero della SaluteNews SaluteParto CesareoSanità
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI