Gengivite espulsiva: sintomi, cause e rimedi

Gengivite espulsiva: sintomi, cause e rimedi
da in Cura dei Denti, Gengive
Ultimo aggiornamento: Sabato 27/08/2016 07:07

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    Gengivite espulsiva: vediamo quali sono i sintomi, le cause e i rimedi della malattia. Conosciuta anche con il nome di parodontopatia, si tratta di una malattia che interessa i tessuti gengivali e che si manifesta con la distruzione delle ossa che fanno da sostegno ai denti. Nella patologia possono essere coinvolti uno o più denti e, nei casi più gravi, si arriva all’interessamento di tutte le arcate dentarie. Le cause sono da rintracciare in alcuni batteri che proliferano nella bocca a causa di una scarsa igiene orale. I sintomi più evidenti sono l’arrossamento e il sanguinamento. Per la cura esistono dei trattamenti specifici, che possono arrivare anche all’intervento chirurgico.


    I sintomi

    I sintomi della gengivite espulsiva si manifestano con un arrossamento e con il sanguinamento, specialmente quando si usa lo spazzolino o quando si mordono cibi duri. Col progredire della malattia la gengiva si arrossa sempre di più e comincia a far male. Si formano delle tasche gengivali e la gengiva appare staccata dall’osso sottostante.

    Nelle tasche gengivali si accumulano residui di cibo e batteri, che vanno ulteriormente a complicare la situazione, con un sempre più accentuato riassorbimento osseo. Si intraprende un percorso degenerativo, che può arrivare alla caduta dei denti. Questi ultimi spontaneamente vengono espulsi dal loro punto di sostegno osseo.


    Le cause

    Le cause della gengivite espulsiva sono da rintracciare nei batteri che non vengono rimossi dallo spazzolino e dall’uso del filo interdentale. La placca che non viene intaccata da questi strumenti forma il tartaro, che può essere eliminato soltanto attraverso una pulizia professionale da un dentista. I batteri, con il tempo, se non si provvede ad un’adeguata pulizia, provocano l’infiammazione delle gengive. Si tratta della gengivite, che può essere causata facilmente. Se la gengivite non viene trattata, può diventare più complicata, fino ad arrivare alla parodontite.

    Ci sono dei fattori di rischio importanti: il fumo, il diabete, alcuni cambiamenti ormonali, che possono rendere le gengive più sensibili, malattie come i tumori o l’aids. Anche l’uso di alcuni farmaci può influire, soprattutto di quelli che riducono il flusso della saliva, che in genere ha un effetto protettivo sulla bocca.


    I rimedi

    I rimedi contro la gengivite espulsiva devono partire da una buona prevenzione, che si basi sulla cura dell’igiene orale e sulla pulizia professionale dei denti. A malattia conclamata ci si deve rivolgere al medico, che può dare dei consigli utili sul cambiamento di certi comportamenti. Importante è, per esempio, smettere di fumare. Il dentista rimuove la placca attraverso un metodo chiamato scaling e per mezzo della levigatura radicolare. In certo casi può essere usato anche il laser, per rimuovere la placca e il tartaro.

    Ci sono alcuni farmaci da utilizzare e consistono soprattutto negli antibiotici contro le infezioni, negli antisettici, nei gel antibiotici e nei collutori antimicrobici. Quando i farmaci non si dimostrano efficaci e l’infiammazione permane anche dopo il loro uso, può essere consigliabile un intervento chirurgico, che serve a rimuovere i depositi di tartaro nelle tasche gengivali o per ridurre le tasche stesse. Soltanto in casi molto rari si può arrivare agli innesti di tessuto osseo.

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