Gastrite: come curarla

Gastrite: come curarla

Si parla di gastrite e per lo più la si confonde con normali dispepsie, ma nel caso della vera gastrite, dell'ulcera peptica e persino del tumore allo stomaco, imputato numero uno resta solo lui, l'Helicobacter Pilory

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    Gastrite

    Parliamo di gastrite dando qualche indicazione per la sua cura, ben consapevoli però che quella che comunemente si definisce gastrite, in assenza di esami più approfonditi, quali ad esempio, una gastroscopia, non ha il significato clinico immaginato, poiché la sintomatologia che si tende a mettere in relazione con la gastrite è quasi sempre dovuta a quei quadri clinici riferiti alle dispepsie, tuttavia, poiché il limite fra queste patologie e la gastrite non è ben delineato, proviamo a vedere cosa causa una malattia erosiva, visto che in questo caso sarebbe si possibile parlare di gastrite e, soprattutto, vediamo di capire come si cura una patologia come la gastrite.

    Se andassimo a guardare dentro la pancia degli italiani, in un terzo degli abitanti del nostro Paese, circa 20 milioni di persone, troveremmo annidato e apparentemente innocuo un batterio, l’Helicobacter Pilory, ben nascosto nel digerente nella stragrande maggioranza degli individui e lì annidato fin dall’infanzia senza aver mai dato segni della propria presenza, anche perché, quando comincia a fare danni, sono dolori eccome!

    Il batterio dalla forma elicoidale

    E che questo microrganismo sia deleterio per lo stomaco lo dimostra i guasti che arreca all’apparato digerente, basti pensare alle ulcere peptiche causate da questo agente patogeno nella quasi totalità dei casi, ricordando appunto le gastriti, dove l’Helicobacter Pilory entra a pieno titolo 99 volte su 100, idem per l’ulcera peptica fino al temibilissimo tumore allo stomaco dove è responsabile l’Helicobacter Pilory in 9 casi su dieci.

    Ciò significa che tale agente patogeno, che vive in ambiente acido come è quello gastrico e che erode lentamente ed inesorabilmente la pareti dello stomaco e non solo quelle, ha la responsabilità dell’azione distruttiva esercitata in diverse gastropatie dove lo stesso fumo, lo stress, l’alimentazione sballata e spesso gli stessi Fans, imputati eccellenti per le malattie erosive, hanno persino una responsabilità limitata soltanto al peggioramento dei sintomi della malattia di fatto causata dal batterio.

    Diagnosi e cura

    Tuttavia, da quando da circa un trentennio s’è tracciato l’identikit dell’Helicobacter Pilory, scovarlo è abbastanza semplice e debellarlo ancora più facile, così come è possibile anche sanare i danni che l’agente abbia già arrecato, con le apposite terapie.

    La sintomatologia: un indizio molto importante

    Ne deriva che non bisognerebbe mai sottovalutare disturbi quali il bruciore allo stomaco ripetuti nel tempo, lo stesso frequente e fastidioso mal di pancia, anche nei bambini, l’aria nello stomaco, la cattiva digestione, il bruciore che tende ad annidarsi fino a livello retrosternale che getta nel panico il paziente, perché, come recita la pubblicità televisiva in fatto di farmaci, “… se il disturbo persiste consultate il medico…. “ che vi indirizzerà verso la giusta diagnosi e relativa cura.

    Così che, se dal pediatra dovrebbero essere condotti i bambini che lamentano tali disturbi continuamente, la stessa cosa dovrebbe essere fatta dagli adulti col proprio medico di famiglia ciò soprattutto superati i 55 anni d’età, per il semplice fato che la casistica relativa alle neoplasie gastriche proprio in questa fascia d’età tende ad aumentare.

    La diagnostica

    Un semplice esame delle feci o un semplicissimo esame che da l’esito in 5 minuti e che si chiama HPSA Testy il cui kit si acquista in farmacia e che consiste in un reagente con astuccio incluso dove inserire il materiale da analizzare, è più che sufficiente per conoscere se abbiamo con noi o meno l’Helicobacter Pilory.


    Esiste anche un test che si compie sul respiro del paziente, Urea Breath Test si chiama, che, nell’arco di una mezz’oretta circa palesa o meno la presenza del batterio.

    La sempre utile gastroscopia

    Tuttavia a giudizio del medico resta indicata la gastroscopia per quei pazienti over 55 enni laddove si presuma che l’agente patogeno abbia già arrecato danni seri alla mucosa gastrica . Poiché la presenza di tale agente patogeno comprese le malattie ad esso correlate possano avere una predisposizione familiare, bene faranno, coloro che nell’ambito del loro nucleo familiare abbiano soggetti sofferenti di ulcera, gastriti, o peggio ancora tumori gastrici,a fare i citati esami fin dalla giovane età.

    La terapie

    Come accennato, sconfiggere il batterio non è per nulla difficile, il ricorso agli antibiotici, quali l’amossicillina e la Claritromicina, aggiunti ad inibitori selettivi della pompa protonica, danno risultati ottimi e mettono al riparo dalle recidive, tuttavia possibili soltanto in ragione di un caso su di un milione di casi trattati.

    Tuttavia la cura che mediamente dura una decina di giorni si è oggi affinata con una posologia modulata degli stessi farmaci utilizzati sulla base dell’indicazione del medico curante che può anche propendere per l’aggiunta successiva di un altro antibiotico ai primi due utilizzati.

    La conferma che la cura sia andata a buon fine la darà un successivo esame, l’antibiogramma, effettuato dopo circa un mese dal trattamento previsto e seguito dall’esame delle feci.

    E’ del resto molto difficile che l’Helicobacter Pilory resista ai farmaci utilizzati, ciò potrebbe accadere con una percentuale pari al 5% ma se ciò accadesse, basterà ripetere tutta la terapia fino alla guarigione.

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