Gardasil: il vaccino della discordia

Gardasil: il vaccino della discordia
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    gardasil

    Il vaccino del Papillomavirus, che in alcuni stati del mondo ha recentemente fatto la sua comparsa, come ad esempio in Italia, tra i vaccini somministrabili alle donne in eta’ post – adolescenziale, somministrabile dopo gli 11 anni di eta’, serve a prevenire la contrazione di un virus: l’HPV appunto, che e’ correlato allo sviluppo del cancro alla cervice uterina.

    Recenti osservazioni curate dall’Harvard Women’s Health Watch, osservatorio per la salute femminile, rese pubbliche nei mesi scorsi, mettono pero’ in guardia le donne che intendono sottoporsi al Gardasil.
    Non si e’ ancora osservato infatti se il prodotto, che serve appunto a vaccinare dall’HPV, di tipo quadrivalente, porta con se’ effetti collaterali e se si’ quali (1).
    Al momento non vi sono ancora dei dati che descrivano con esattezza il tipo di protezione che il vaccino garantisce. Il vaccino del Gardasil inoltre non e’ retroattivo e non ha quindi effetto sulle donne che gia’ hanno contratto l’HPV. Anche dopo aver effettuato il vaccino con Gardasil e’ consigliato il sottoporsi al PAP test, per controllare lo stato di salute del proprio sistema riproduttivo.
    Il Gardasil arriva come una speranza, nonche’ una conquista medica, che non deve pero’ fare abbassare la guardia al cospetto delle malattie sessualmente trasmesse; un vaccino del tipo del Gardasil garantisce protezione per 5 anni dalla somministrazione nei confronti di un virus potenzialmente pericoloso, laddove lo studio comparativo dei dati relativi alle morti causate dal tumore all’utero, colloca quelli correlati all’HPV tra i piu’ diffusi.

    Questo significa che il vaccino e’ indispensabile nel caso in cui vi sia un rischio effettivo di contrarre il virus, mentre non lo e’ laddove il rischio non sussiste, motivo per cui la posizione dell’Osservatorio sulla Salute della Donna non ritiene adatta una obbligatorieta’ nella somministrazione del vaccino estesa a tutte le adolescenti, ma ritiene invece piu’ adatta una somministrazione del vaccino legata solo ed esclusivamente alla coscienza individuale delle ragazze e delle donne che intendono prevenire questa grave infezione.

    (1) Harvard Women’s Health Watch, 2007

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