Funghi velenosi: sintomi e come riconoscerli

Funghi velenosi: sintomi e come riconoscerli

Nell’ultimo periodo l’ingestione di funghi velenosi ha causato vari decessi

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    I funghi velenosi sono quelli che sintetizzano sostanze tossiche per l’organismo umano. Nel periodo autunnale vi è la vera e propria “caccia” al fungo: moltissime persone si recano nelle zone di campagna maggiormente ricche di questi organismi, molte volte, con incoscienza e non conoscendo dettagliatamente quali sono i funghi commestibili. Sono recenti le notizie della morte e di intossicazioni di numerose persone che si sono cibate, inconsapevolmente, di funghi velenosi. Qui di seguito riportiamo un elenco dei funghi velenosi come riconoscerli e i loro sintomi:

    Agaricus xanthodermus (Prataiolo o falso prataiolo): è un fungo riconoscibile sia per il suo aspetto (carne bianca che vira al giallo-cromo, soprattutto alla base del gambo, per taglio o manipolazione) sia per il suo fastidioso e sgradevole odore (di inchiostro o fenolo). Quest’ultima caratteristica viene esaltata durante la cottura. La sua ingestione può causare dei disturbi a livello gastrointestinale.

    Amanita muscaria (Ovolo malefico): il nome stesso di questo fungo non promette niente di buono. È tanto spettacolare e conosciuto quanto velenoso, per molti riconoscibile grazie al suo aspetto particolare. Per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche che lo rendono un fungo molto bello: ha un capello di forma circolare, carnoso e di colore rosso intenso ornato di verruche bianche. La sua tossicità è dovuta alla muscarina in esso presente, tossina alcaloide che provoca una sindrome panterinica o mico-atropinica (fa parte dei funghi allucinogeni). Agisce a livello del sistema nervoso provocando alterazioni di alcuni organi: disturbi neuropsichici (euforia, ebbrezza, stato confusionale, allucinazioni), variazione del battito cardiaco e abbassamento della pressione sanguigna, dilatazione delle pupille, disturbi gastroenterici, raramente morte. L’antidoto per avvelenamento da funghi che contengono muscarina è l’atropina.

    Amanita pantherina (Tignosa bruna): Appartiene sempre alla specie dell’Amanita con gli stessi effetti tossici non mortali. La differenza con gli altri funghi di questa famiglia sta nel suo aspetto: ha un capello di colore castano-bruno.

    Amanita phalloides (Amanita falloide o Tignosa verdognola): è il fungo mortale per eccellenza, ecco perché occorre riconoscerlo all’istante e non raccoglierlo assolutamente. Il suo capello è verdognolo, a volte tendente al grigio, il gambo è bianco ornato dal classico anello; gli esemplari giovani non hanno odore mentre quelli vecchi emanano un odore fastidioso. L’ingestione di questo fungo causa una sindrome falloidea che si svolge in due distinte fasi: nella prima (dura in genere dalle 6 alle 48 ore) il soggetto interessato presenta attacchi di vomito, diarrea, crampi muscolari e sudorazione intensa; nella seconda, dopo un apparente miglioramento, il soggetto entra in coma epatico (insufficienza epatica acuta), e dopo il quarto giorno dall’ingestione del fungo, purtroppo, sopraggiunge la morte. Non esistono antidoti per la tossina contenuta nell’Amanita phalloides, e anche riconoscendo la causa dell’avvelenamento il paziente potrebbe salvarsi solo con un trapianto di fegato.

    Amanita verna (Amanita primaverile o Tignosa primaverile): Anche questo come l’amanita phalloides è velenosissimo e mortale. Il suo aspetto bianco candido in realtà nasconde la sua reale pericolosità. Anche questo causa la sindrome falloidea con, nella maggior parte dei casi, esiti fatali. Lo si può scambiare con funghi commestibili dalle carni bianche, come l’ovolo buono e alcuni prataioli.

    Amanita virosa (Ovolo malefico o Ovolaccio): fungo velenoso e mortale (per sindrome falloidea) come i due precedenti. Può essere scambiato per alcuni prataioli. È caratterizzato da un gambo lungo, esile, bianco, cosparso di fiocchi cotonosi.

    Boletus satana (Porcino malefico): è un fungo velenoso ma non mortale, con un gambo corto, tozzo, prima giallo e poi rosso carminio, per questo facile da riconoscere. Causa sindrome gastroenterica e lassativa: intossicazioni in genere passeggere e ad esito benigno. I sintomi sono di solito dissenteria, vomito, dolori epigastrici, cefalea, sudorazione.

    Boletus purpureus (Porcino malefico): come il precedente velenoso ma non mortale. Molto simile anche per l’aspetto al Boletus satana.

    Coprinus atramentarius (Fungo dell’inchiostro): è un fungo non commestibile in quanto provoca un’intossicazione chiamata sindrome coprinica con sintomi: eritema della cute, in particolar modo del viso e del collo, tachicardia, ipotensione, vertigini, stordimento, sudorazione, perdita delle forze. Questa sintomatologia è più accentuata se l’ingestione avviene in concomitanza con bevande alcoliche. Per quanto riguarda l’aspetto: ha un capello e un gambo bianco, cavo all’interno.

    Cortinarius orellanus (Cortinario orellano): fungo velenoso e mortale, rossiccio. Provoca la sindrome orellanica, che può avere una latenza anche di 20 giorni dopo l’ingestione, e si distingue in tre fasi: nella prima i sintomi principali sono a livello gastrointestinale (vomito, diarrea, dolori) disidratazione, ipotensione, molta sete; nella seconda nessun sintomo, è silente; nella terza sopraggiunge insufficienza renale acuta con dolori lombari, sete, nausea, vomito biliare, tremori, uremia, iperazotemia, sino al coma e al possibile decesso.

    Le uniche cose che si potrebbero fare sono l’emodialisi e il trapianto di rene.

    Entoloma sinuatum (Entoloma livido): è un fungo velenoso, alcune volte è stato anche mortale. Ha un gambo corto, spugnoso, bianco-giallastro, ha delle lamelle giallastre o color salmone-rossastre. Anche questo come il Boletus satana causa la sindrome gastroenterica e lassativa.

    Gyromitra esculenta (Falsa spugnola): fungo tossico e pericoloso, soprattutto, se consumato crudo. Ha un gambo corto, duro, e cavo, di colore biancastro, e un capello scuro e spugnoso, appunto. Causa la sindrome giromitrica i cui sintomi sono (quando presenti): disidratazione, cefalea, disturbi gastrointestinali, dispnea, ma anche interessamento del fegato e dei reni, emolisi, disturbi neuropsichici e visivi, sino all’arresto cardiaco e possibile morte.

    Hipholoma fasciculare (Falsi chiodini): Anche questo fungo causa la sindrome gastroenterica e lassativa. Si presentano riuniti in fascio, hanno un gambo lungo, esile, un capello bianco-giallastro, e un sapore molto amaro.

    Lactarius torminosus (Poveraccio delle coliche): Ha un gambo tozzo, cavo, color crema o rosato, dal sapore acre. Anche questo provoca dei problemi a livello gastrointestinale.

    Lepiota cristata (Mazza di tamburo): Ha un gambo fine e cilindrico, di colore biancastro, con riflessi rosati o violetti. È un fungo molto pericoloso quanto l’Amanita phalloides.

    Omphalotus olearius (Fungo dell’olivo): è un fungo tossico dalla colorazione giallo-scura o giallo-zafferano, con il gambo affusolato e incurvato. Anche questo fungo provoca una sindrome gastroenterica e lassativa.

    Paxillus involutus (Carcateppa): Sino a qualche anno fa era considerato commestibile, ora, invece, viene incluso tra i funghi tossici, in quanto ha causato anche decessi. La sindrome che causa è chiamata paxillica caratterizzata nella prima ingestione da disturbi gastrointestinali, mentre la seconda causa una crisi emolitica, grave anemia, emoglobinuria, collasso, shock e possibile morte.

    Ramaria formosa (Manina bianca): si presenta con una forma coralloide e biancastra. Anche questo provoca sindrome gastroenterica e lassativa.

    Russula emetica (Colombina rossa): alcuni funghi di questa specie sono anche commestibili, ma questo risulta tossico che causa sindrome gastroenterica e lassativa. Il gambo è slanciato, bianca, con odore fruttato, e sapore acre.

    Scleroderma citrinum (Scleroderma): ha una forma particolare, senza gambe, ovoidale, sodo, bruno-chiaro, compatto. Provoca disturbi a livello gastrointestinale e lassativa.

    Tricholoma pardinum (Agarico tigrato): ha un gambo tozzo, cavato, bruno-rosato, e con un capello (come dice il nome stesso) tigrato. Anche questo fungo è tossico e provoca la sindrome gastroenterica e lassativa.

    Tricholoma sciodes (Falsa moretta): questo fungo tossico può essere confuso con la moretta buona (tricholoma terreum) che, invece, è commestibile. Ha un gambo liscio, pieno, biancastro, un odore debole e un sapore pepato. Provoca disturbi gastrointestinali.

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