Fumo: un nuovo farmaco per smettere

Fumo: un nuovo farmaco per smettere

Smettere di fumare è più facile,oggi

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    Un nuovo farmaco aiuterebbe a smettere di fumare

    Sono noti i danni del fumo e, senza approfondirli più di tanto, visto che, quasi quotidianamente, c’è sempre qualche Solone di turno, disposto a sciorinare dati nefasti sui rischi della sigaretta, resta il fatto che, piaccia o meno, il fumo è sicuramente nocivo alla salute.

    Consci di questo fatto, almeno una volta nella vita, un fumatore si è svegliato una mattina e ha deciso di smettere, ma,altro è dirlo, ben altra cosa è riuscire a mantenere l’impegno, atteso che, come è noto, il fumo crea nell’organismo dipendenza e assuefazione e smettere significa sacrifico, in primis e forte dose di volontà. Eppure, negli ultimi sei anni, ben 2 milioni e 400 mila italiani hanno detto,basta, al fumo e, fra questi,la percentuale più alta che è riuscita ad abbandonare l’insano vizio, era costituita da uomini, oltre 1 milione e mezzo e la restante parte da donne.

    Da decenni ormai e sempre più in concomitanza con la sorta di terrorismo psicologico che orbita attorno al fumo, esistono farmaci che promettono di aiutare alla disassuefazione dal fumo, ma spesso, con non entusiasmanti risultati. Oggi, però, per chi ha proprio deciso di dare un addio definitivo al fumo, è in arrivo un nuovo farmaco, la Vareniclina che, almeno sulla carta, offre un’importante marcia in più per riuscire nell’impresa.

    La nuova molecola, a sentire gli studi condotti dal Cochrane Network, un ente statunitense deputato a valutare l’efficacia o meno delle terapie presentate, agirebbe sul fumatore con un grado di successo tre volte maggiore rispetto a chi prova senza alcun ausilio farmacologico.

    La Vareniclina, agisce a livello dei recettori neuronali della nicotina,dunque, occupando questi siti, evita il suo ingresso, il risultato è che il fumatore, senza la sua dose quotidiana e sempre maggiore di nicotina, perderebbe il piacere del fumo e, dunque, non avrebbe più alcuno interesse a continuare a fumare Ma c’è una seconda azione del farmaco, ancora più importante ed efficace e volta ad indurre la disassuefazione; a seguito della mancata produzione di dopamina, un importante neurotrasmettitore, la cui assenza riduce i sintomi dell’astinenza, fatto che, normalmente, costringe i fumatori a riprendere a fumare, anche a distanza di tempo.

    La Vareniclina si aggiunge ai tradizionali principi attivi di cui dispone oggi la farmacologia, ovvero al Bupropione, che essendo conosciuto come antidepressivo, riesce a mitigare l’esigenza del fumo, agendo sui siti del desiderio a livello cerebrale e i sostituti della nicotina che agirebbero garantendo ugualmente la quantità di questo alcaloide all’organismo, senza però ricorrere alla sigaretta e, man mano, scalando la dose fino a disassuefare l’organismo stesso.

    Cauto l’ottimismo dei medici di fronte a questa nuova sostanza, come riferisce il prof. Massimo Baraldo farmacologo dell’ateneo di Udine,che ci informa che, se è pur vero che il buproprione, si assesta al 29% , di successi terapeutici e che l’assenza totale di aiuti dall’esterno agevola a smettere di fumare, in ragione del 17%, in tutti i casi, nel periodo di osservazione calcolato in 12 settimane, la vareniclina, agisce con successo nel 44%,dunque, sicuramente più efficace di tutti gli altri sistemi fin’ora conosciuti. Ciò non toglie, però, che, altro è lo studio riferito a sperimentazioni su volontari, sicuramente motivati a smettere più di quanto possano esserlo fumatori a cui manca la motivazione per farlo, altro è osservare i dati, dopo l’utilizzo di massa della molecola antifumo e,dunque, bisognerà aspettare i risultati una volta che il principio attivo, entri nel consumo abituale..

    Per non contare che, secondo lo studioso, la vareniclina presenta anche diversi effetti collaterali, con una percentuale pari al 30% nei confronti di chi l’ha assunta e che consistono in nausea, insonnia e incubi notturni, in un’altra percentuale pari al 15%, relativamente a questi due ultimi effetti avversi. Effetti che, senza rappresentare pericolo per la salute, potrebbero, tuttavia, indurre i pazienti a sospendere la terapia, atteso anche che tali fenomeni contrari, regrediscono spontaneamente dopo sospensione dell’assunzione del farmaco.

    Insomma, una molecola sicuramente interessante sul piano farmacologico e terapeutico e che potrebbe anche indirizzare la terapia per dire basta alla sigaretta, ma che non sostituisce, ancora una volta, la volontà del fumatore, che si accinga a divenire…. Ex.

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