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Fumo: stress e futuro incerto spingono al vizio i giovani milanesi

Fumo: stress e futuro incerto spingono al vizio i giovani milanesi

La maglia nera del fumo giovanile spetta a Milano, dove i liceali sono grandi fumatori e cominciano presto, colpa anche dello stress, dell'ansia e della rabbia, insieme a una buona dose di sfiducia verso il futuro: lo svela una ricerca voluta dalla Fondazione Veronesi

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    Ansia per il futuro tra i giovani fumatori milanesi

    Spetta a Milano il triste primato dei baby fumatori in Italia: nel capoluogo lombardo, infatti, fuma il 20% dei minorenni, contro il 12% della media nazionale e la prima sigaretta viene accesa mediamente a 15 anni e mezzo, sei mesi prima rispetto al resto del Paese. Ma cosa spinge i giovani milanesi a diventare schiavi della sigaretta?

    La Fondazione Veronesi e l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano hanno pensato bene di chiederlo ai diretti interessati, con una ricerca realizzata da AstraRicerche, condotta su oltre 4300 ragazzi di 23 istituti superiori milanesi. Un giovane su tre afferma di fumare e 1 su 5 di essere un fumatore regolare. Otto le sigarette fumate in media al giorno: un vizio soprattutto femminile e che cresce con l’età, meno nei licei rispetto agli istituti tecnici e professionale.

    Il motivo principale del dilagare dei vizio è sempre quello, l’aggregazione con gli amici (68,4%), ma si fanno strada anche stress (59,9%), nervosismo e rabbia (57,3%). E si scopre, così, un mondo fatto di incertezze sul domani: un giovane milanese su 3 è ansioso, 2 su 5 addirittura preoccupati e un 39% è disorientato circa il proprio futuro in una società che, a detta del 41%, favorisce le disuguaglianze sociali e economiche.

    Non credono in un futuro migliore di quello dei loro genitori, da cui, però, ereditano molto spesso il vizio: solo il 15,3% dei ragazzi che hanno i genitori che non fumano è fumatore regolare contro il 35,8% di coloro che hanno entrambi i genitori che fumano.

    “Considerando l’età sempre più precoce in cui i giovani iniziano a fumare (14-15 anni) aumenta il rischio che hanno di sviluppare un tumore del polmone anche a 40 – 45 anni, nel pieno, quindi, della loro vita” ricorda Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione Veronesi. Eppure, forse proprio perché sfiduciati verso il domani, il 31% degli interpellati non si è mai posto il problema di smettere: solo poco meno della metà dei fumatori vorrebbe farlo, soprattutto per timore delle ripercussioni sulla salute (72,6%), ma anche per il calo delle prestazioni fisiche e sportive (51,9%) e per i danni a denti e pelle (42,7%).

    Come aiutarli? Loro stessi suggeriscono di: far rispettare il divieto di vendita ai minori di 16 anni (64,8%), ricorrere ad azioni shock che mostrino i danni del fumo nel corpo umano (61,8%), aumentare fortemente il costo delle sigarette (47,5%).

    Immagine tratta da: Prevento.it

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