Fumo: scoperto nuovo gene che complica la vita

Fumo: scoperto nuovo gene che complica la vita

Secondo un gruppo internazionale di ricercatori, guidato da studiosi di GlaxoSmithKline e della Duke University di Durham vi potrebbero essere due varianti geniche che aumentano oltremodo il rischio di ammalarsi della temibile patologia in soggetti fumatori

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    Fumare fa molto male e questo lo sappiamo bene, fumare causa tumore al polmone e broncopneumopatia ostruttiva, insieme ad una miriade di altre malattie, soprattutto cardiovascolari, ma non è tutto, perché se aggrediti in particolare sono i polmoni si tratta di sapere ad esempio, se esistono o meno ulteriori fattori di rischio neoplastico al polmone in aggiunta al fumo stesso.

    Secondo un gruppo internazionale di ricercatori, guidato da studiosi di GlaxoSmithKline e della Duke University di Durham, North Carolina, e realizzato nell’ambito di una partnership pubblico-privata vi potrebbero essere due varianti geniche che aumentano oltremodo il rischio di ammalarsi della temibile patologia in soggetti fumatori, soprattutto per quanto attiene la broncopatia ostruttiva

    “Le varianti genetiche individuate sono estremamente comuni nella popolazione generale ed una di queste (chiamata in termini tecnici CHRNA 3/5), appare correlata ad un aumentato rischio di distruzione del tessuto alveolare tipica dell’enfisema polmonare – spiega Sreekumar Pillai, Principale autore dello studio e genetista di GlaxoSmithKline. Anche l’altra variante genetica che abbiamo riconosciuto (HHIP), contribuisce fortemente al danno alle vie aeree. Lo studio prova che le alterazioni genetiche individuate sono alla base di due potenziali meccanismi di insorgenza della BPCO, fino ad ora solo ipotizzati ma mai provati”.

    Tale scoperta rappresenta un passo ulteriore avanti nella disamina dei fattori di rischio per le malattie polmonari nei fumatori individuato precedentemente nella mancanza dell’alfa-1-antitripsina, presente nell’1-2 per cento dei pazienti.

    “Il rischio di sviluppare BPCO nelle persone con queste varianti geniche e’ estremamente elevato nei fumatori attivi in confronto agli ex-fumatori – commenta David Glodstein, direttore dell’Institute for Genome Sciences Center for Population Genomics and Pharmacogenetics alla Duke University. Per questo il messaggio di sanita’ pubblica da lanciare e’ semplice: smettete prima che sia troppo tardi”.

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