Fumo: più difficile smettere

Fumo: più difficile smettere

La dipendenza da fumo è sempre più radicata nel fumatore medio, che si trova cos' costretto a ricorrere alle cure dei centri specializzati per guarire da quella che non è una cattiva abitudine e nemmeno un vizio, ma una vera e propria dipendenza, o tossicomania

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    Sigaretta

    Sono sempre meno le persone che riescono a smettere di fumare in maniera definitiva, o che riescono a farlo con la voglia di liberarsi per sempre dalle sigarette: a dimostrarlo è stata una ricerca californiana, che ha analizzato che cosa è stata in questi ultimi 25 anni la dipendenza da fumo.

    Partiamo prima di tutto con le definizioni corrette: fumare non è un vizio, non è abitudine ma è una dipendenza, come tale appartiene alla famiglia delle tossicomanie e quindi è una vera e propria malattia, a cui si può guarire solamente curandosi.

    Come tutte le malattie ha delle cause, in particolare per le sigarette sono le sostanze contenute a creare la dipendenza: in una sigaretta sono contenuti idrocarburi aromatici, nitrosamine, benzoantracene e benzopirene. Ma non sono solo queste le sostanze contenute oltre la nicotina, perché il problema arriva di fronte alle sostanze irritanti come acido cianidrico, acetaldeide, formaldeide, e ammoniaca.

    A pensare a che cosa si fuma, solo un incosciente accenderebbe la sigaretta, ma purtroppo la gente non pensa.

    Se si guardano i dati statistici si nota poi che le case di produzione, anche quando scrivono “Light” sul pacchetto, stanno ben attente a fare in modo che le sigarette contengano una quantità di tabacco sufficiente non tanto al piacere personale, ma a scatenare la dipendenza.
    Ecco allora che le persone che fumano hanno vissuto questo percorso della sigaretta sulla loro pelle, e per questo il numero di persone che ha dovuto farsi curare in centri privati o pubblici è cresciuto sempre di più negli ultimi venti anni, come sottolinea lo studio, con delle dipendenze molto più profonde e radicate di quelle degli anni precedenti.

    A ritroso la situazione è sempre meno grave, più ci si avvicina al presente più ledipendenze sono profonde; la possibilità è proprio quella che le case di produzione hanno messo in “Light” la sigaretta classica e caricato di nicotina le sigarette “Normali” e “Medium”. Secondo le statistiche matematiche le dosi sono state aumentate del 10%, la disponibilità dei punti vendita di tabacchi è aumentata del 74% con i distributori notturni inclusi e di conseguenza la gente fuma più spesso, di più e più forte.

    Foto da Antiaging.it

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