Fumo: nel degrado si fuma di più

Fumo: nel degrado si fuma di più

Umphrey Bogart ne fu fulgido esempio, chi non lo ricorda immerso in cortine di fumo nei maggiori films di successo che lo videro indiscusso assertore dei benefici del fumo di sigaretta

da in Benessere, Fumo, Obesità, Sanità
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    Humphrey Bogart

    Che cambiamento ha subito la sigaretta nella nostra Società, un tempo era vista come uno status symbol che configurava la persona di successo, soprattutto uomo, sicuro di sé, un po’ spocchioso per la verità, abilmente raffigurato in una cinematografia imperante dagli anni cinquanta fino agli anni ottanta che, sigaretta in mano, prendeva importanti decisioni fino al punto da far credere che tali decisive posizioni intraprese nella vita, tali non sarebbero mai state se il protagonista di turno non avesse mai fumato.

    Umphrey Bogart ne fu fulgido esempio, chi non lo ricorda immerso in cortine di fumo nei maggiori films di successo che lo videro indiscusso assertore dei benefici del fumo di sigaretta. Ma adesso tutto è cambiato; oltre ad essere relegati in vere e proprie riserve alla stregua degli indiani d’America, ghettizzati all’occorrenza in ambienti malsani e scarsamente areati se non addirittura lasciati all’addiaccio a sorbirsi la loro dose di nicotina, i fumatori, peggio ancora incalliti, sono visti come modelli negativi da non imitare.

    E sembra che non si faccia neanche più riferimento alla loro salute, minacciata dalla nube di sostanze tossiche inalate, fatti loro…. si punta di più sul loro stato di reietti della Società, schiacciati da un vizio che li consuma lentamente e li espone ai disagi della vita e non è tutto.

    Secondo un lavoro scientifico tedesco effettuato da Thomas Lampert, del Robert Koch Institute (RKI) di Berlino, che indaga in che misura il fumo, l’inattività fisica e l’obesità possono essere associate allo stato sociale e pubblicato su Deutsches Ärzteblatt International, si sarebbe anche visto che fumano di più le persone appartenenti a strati sociali disagiati o particolarmente bassi. Tali persone non solo fumano, ma mangiano male e di fatto sono obese, anche perché hanno poco tempo e voglia di fare attività fisica; addirittura le donne accentuerebbero all’infinito tali disagi al punto da manifestare in larga misura gli effetti deviati della loro vita poco incline alla salute.

    I dati ricavati dallo studio scientifico derivavano da un sondaggio telefonico consistente in interviste condotte su un totale di 8.318 persone per oltre 18 anni, la RKI ha registrato le risposte degli intervistati alle domande riguardanti lo status di fumatore, il grado di attività fisica seguito, l’altezza e il peso. Lo status sociale dei soggetti veniva determinato dalle loro dichiarazioni in materia di istruzione, occupazione e reddito familiare netto. Le analisi sono servite anche per mettere in evidenza le varianti in base all’età e al sesso.

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