Fumo: a che punto siamo con i farmaci per smettere

Potrebbe essere vicina la commercializzazione di un vaccino o comunque di qualche farmaco efficace per smettere di fumare

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    Sigaretta

    Altri tasselli in più riguardo al vaccino per smettere di fumare e liberarsi del tutto dalla schiavitù imperante della nicotina, ci continuano a provare in tanti, ma non si è ancora giunti ad un punto fermo. L’ultimo studio degno di menzione, almeno per quel che si sa, risale alla fine dello scorso anno quando 310 fumatori incalliti si sono sottoposti volontariamente ad un lavoro scientifico durato sei mesi a cura dell’Università del Nebraska, seguito da una pubblicazione presso l’ American Heart Association.

    Il tutto consisteva in una somministrazione di nicotina alla stregua di come si fa con un normale vaccino, ovvero, inducendo nell’organismo la produzione di quegli anticorpi che si sarebbero dovuti opporre alla nicotina stessa. Il risultato è stato quello di potere assistere, ad un anno di distanza, alla disassuefazione dal fumo di sigaretta nel 16% dei volontari sottoposti a vaccinazione con dosi maggiori del siero, in coloro invece cui era stato fatto credere che si iniettava il vaccino ed invece si procedeva alla somministrazione di un semplice placebo, non v’era stato nessun successo terapeutico. Ciò potrebbe anche far considerare di quanta poca importanza rivesta la psiche, almeno sulla base degli ultimi riscontri, nel vizio del fumo e quanto di organico ci sia in questo.

    A fronte di questi successi terapeutici si conta, probabilmente entro l’anno prossimo, di commercializzare su larga scala il vaccino non prima di averlo sperimentato sul maggior numero di “cavie” umane volontarie.

    Dobbiamo tuttavia segnalare la presa di posizione di alcuni studiosi, come Roberto Boffi, direttore del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano che dichiara di come sia radicato il concetto da parte dei fumatori che, quando decidono di smettere, si auspicano un sistema che vada fuori da ogni controllo personale del vizio, un sistema, insomma, che vada fuori dal proprio controllo, ma nei fatti così non è, è richiesto al fumatore il proprio coinvolgimento.

    Ciò significa che il vaccino ha dato segno di una buona efficacia che non può essere estrapolata con quelle di altre strategie, l’ultima in ordine di tempo, la vareniclina scoperta l’anno scorso. Tale principio attivo agisce sui recettori della nicotina bloccandoli e, contemporaneamente induce il rilascio di dopamina, un potente neurotrasmettitore che induce al piacere, fatto che convince con poco sforzo il fumatore a smettere non avendo più motivo di ricercare nella sigaretta ciò di cui ha bisogno al punto che dopo una cura con questo farmaco, poco meno della metà dei volontari aveva smesso di fumare. Anche il bupropione, un antidepressivo utilizzato anche per lo stesso scopo si è dimostrato efficace ma in misura minore. Tornando alla vareniclina, un articolo che ha trovato spazio nella rivista scientifica Curren Medicine Research Opinions avrebbe tessuto le lodi del farmaco anche in fatto di tolleranza, visto che chi l’aveva preso per un anno di fila, non ha segnalato effetti avversi.

    A questo punto, scienziati e medici sono giunti ad una importante conclusione, anche sulla scorta degli ultimi ritrovati;per fare abbandonare un vizio che ha effetti tanto importanti, in negativo, sulla salute; bisognerà catalogare i fumatori da una parte e le sostanze per smettere dall’altra e “confezionare”, ad personam, il rimedio più adatto.