Fumatori: il rischio BPCO aumenta

Fumatori: il rischio BPCO aumenta

I fumatori sono sempre convinti di poter smettere da un momento all'altro, gli ex fumatori hanno sempre paura di ricominciare, chi non fuma prova disgusto a stare tra i fumatori: l'ISTAT ha reso noto i dati relativi al tabagismo del 2008 mentre l'OMS lancia l'allarme BPCO

da in Benessere, Cancro, Fumo, Malattie, Primo Piano
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    Sigaretta

    Fumatori e sigarette sono indivisibili, o almeno pare, perché si stima che la popolazione dipendente da nicotina, sia il 22% della totale, e secondo le dichiarazioni raccolte risulta che essa sia fermamente convinta che potrà smettere da un momento all’altro, mentre in realtà non smette mai, essendo in difficoltà nel rinunciare al suo vizietto. I fumatori in Italia sono sempre tanti nonostante la legge Sirchia vieti di fumare nei locali pubblici per favorire chi vuole smettere di fumare.

    L’ISTAT ogni anno a novembre pubblica le statistiche che si riferiscono alle persone che fumano, e il dato anagrafico dell’età in cui si comincia a fumare è di 14 anni.

    L’incidenza è ridotta del 2% rispetto allo scorso anno, restano sempre gli uomini i più viziosi, con l’età più compromessa che va dai 25 ai 34 anni. La maggioranza delle donne invece è collocata in un range che va dai 45 ai 54 anni. Eppure esistono anche gli ex fumatori, che sono moltissimi, i quali hanno deciso di dire addio alla sigaretta per sempre: la percentuale di questi ex fumatori è del 23%.

    Fumare è un fatto che inizia con una certa leggerezza, si insinua nel vivere quotidiano finché sviluppa stati di dipendenza e di patologia: inutile ricordare che sono 18 mila le persone che ogni anno muoiono per colpa della sigaretta, tantissime se si va a controllare quante persone muoiono per altre malattie o per altri motivi.

    Il 19 Novembre scorso è stata celebrata la VII Giornata di sensibilizzazione contro la BPCO, già l’anno scorso avevamo presenziato all’iniziativa in piazza con TantaSalute, per spiegare la gravità di questa sindrome che causa insufficienza respiratoria. ‘Breathless BUT NOT helpless’: senza fiato ma non senza aiuto è il motto di quest’anno, che significa più specificamente che secondo l’OMS nel 2020 questa sindrome sarà così diffusa, che gli interventi sanitari dovranno cominciare da adesso a adeguare le strutture per poter affrontare il problema, e non si tratta solo di malati futuri in quanto dei fumatori chiaramente.

    Fa più paura il morire soffocati che il morire di cancro evidentemente, anche se i fumatori sono spesso colpiti da malattie correlate, senza però per questo motivo smettere, e si tratta di circa il 35% dei fumatori in totale, cosa non da poco.

    Importante sarebbe convincere che le donne non aumenteranno di peso, che fumare non sarà sostituito dal mangiare caramelle, che con i soldi risparmiati si possono comprare altre cose, dire alla gente che la puzza di fumo tra i non fumatori si nota, rende la persona fastidiosa e aiuta a portare con sè un brutto ricordo del prossimo.

    Sarebbe interessante anche spiegare ai giovani che la sigaretta in bocca non rende più bulletti, ma trasmette il messaggio della debolezza psicologica e dell’ignoranza sanitaria, persuadendoli che con il tabacco, specie ai costi italiani, non solo si sprecando soldi, ma si prende gioco del consumatore, che compra a prezzi altissimi un prodotto dannoso: ma le comprereste mai delle scarpe che vi danno le bolle al prezzo Prada?

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