Fratture vertebrali da tumore: si riparano con la cifoplastica

Fratture vertebrali da tumore: si riparano con la cifoplastica

Uno studio italiano conferma l'efficacia del trattamento di cifoplastica con palloncino per trattare le fratture delle vertebre causate da tumori e patologie del sangue come il mieloma multiplo

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    Cifoplastica per riparare le fratture alle vertebre

    Dolore, disabilità, anche deformità della colonna vertebrale e una ridotta capacità di movimento: una frattura alle vertebre può davvero rovinare la vita. E quando rappresenta la conseguenza di un tumore al sangue, come il mieloma multiplo, o di una metastasi di un cancro ad altri organi, è facile immaginare l’ulteriore fattore invalidante.

    Tradizionalmente, infatti, per trattare una o più vertebre rotte occorre un busto, alte dosi di antidolorifici, radioterapia e a volte anche interventi di stabilizzazione molto invasivi. Oggi, però, esiste la cifoplastica con palloncino, una tecnica già usata per trattare, ad esempio, le fratture vertebrali da osteoporosi, e che ha dimostrato di riuscire a stabilizzare le fratture in modo poco invasivo, alleviando i dolori e con un tempo di recupero più rapido.

    In pratica si introduce nel corpo vertebrale danneggiato un palloncino che, gonfiato, produce una cavità che viene successivamente riempita con una iniezione di cemento osseo: si opera in anestesia generale o locale e basta una mezz’ora di intervento e qualche ora di osservazione del paziente.

    Oggi uno studio, tutto italiano, condotto dall’equipe del professor Angelo Lavano, responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia del Centro Oncologico Fondazione “Tommaso Campanella” del Policlinico Universitario di Germaneto di Catanzaro, collaborazione con le Unità Operative di Neuroradiologia, di Anestesia e di Oncologia, sembra confermare la validità della tecnica anche per le fratture di origine oncologica.

    Lo studio ha coinvolto 49 pazienti, di cui 38 affetti da metastasi vertebrali, e 11 con la diagnosi principale di mieloma multiplo. “Dopo l’intervento è stato riscontrato un notevole e duraturo miglioramento della sintomatologia dolorosa associato ad un miglioramento delle attività di vita quotidiane nel 89% dei pazienti” annuncia Lavano. “Inoltre, a seguito dell’intervento, non sono state registrate complicanze cliniche rilevanti e quasi tutti i pazienti – 45 su 49- sono stati dimessi dopo due giorni”.

    Foto:Studioortopedico.it

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