Fratture: una radiografia su tre non le “scova”

Fratture: una radiografia su tre non le “scova”

Lo studio che ci palesa tali risultati è afferente ad un lavoro scientifico condotto dalla Duke University in via di pubblicazione sull’American Journal of Roentgenology

da in Fratture, Malattie, Osteoporosi, Raggi-X
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    Un anziano vittima di una caduta, difficilmente non si espone al rischio di una frattura, tant’è che l’esame radiografico immediatamente predisposto al ricovero del paziente infortunato, resta sempre il primo presidio in grado di fugare ogni dubbio su quanto accaduto. Ma siamo sempre certi dell’affidabilità di questo esame?

    Che la radiografia abbia ormai raggiunto una tale precisione in grado di diradare ogni eventuale rischio da diagnosi sbagliata non ci sono dubbi, eppure…. secondo gli ultimi studi scientifici effettuati parrebbe di capire che una frattura su tre non viene rilevata dalla radiografia e poiché l’anziano, già vittima di fenomeni di osteoporosi, in caso di infortunio potrebbe soffrire dei danni derivati dalle fratture di bacino, anca o femore, risulta quanto mai importante che laddove il dolore non accenni a diminuire si dispongano altri esami, ma soprattutto, non bisognerà insistere col movimento; «Camminarci sopra, in questi casi, può peggiorare la situazione» commenta Claudio Bonfioli, responsabile del servizio di radiologia dell’Ospedale ortopedico Galeazzi di Milano.

    Lo studio che ci palesa tali risultati è afferente ad un lavoro scientifico condotto dalla Duke University in via di pubblicazione sull’American Journal of Roentgenology. Gli scienziati hanno infatti rilevato che nonostante le radiografie non manifestassero referti atti ad attestare le fratture, accusavano i segni dell’evento traumatico, dolore in particolar modo e solo sottoponendo tali pazienti a risonanza magnetica si è visto che almeno una o più fratture era sfuggita ai raggi X con una media come sopra riportata.

    «Il dato non sorprende chi lavora in questo campo» prosegue Bonfioli.

    «È ben noto che situazioni di questo tipo sono tutt’altro che rare. Ma ciò non toglie valore alla semplice radiografia, che è l’indagine più semplice, immediata, economica e a disposizione di tutti sul territorio. Ulteriori accertamenti andrebbero riservati ai casi in cui c’è una discordanza tra il risultato della lastra e le condizioni del malato; ma questa dovrebbe essere una regola base che vale per tutti i campi della medicina» conclude il radiologo milanese.

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