Fratture: una nuova tecnica del CNR per dire addio all’osteoporosi

Fratture: una nuova tecnica del CNR per dire addio all’osteoporosi

Il risultato, in queste condizioni, è assistere a fratture frequenti in particolar modo a carico delle ossa più grandi, pensiamo al femore, proprio per la mancanza dell’impalcatura di sostegno della struttura, ma la stessa cosa si manifesta a livello della colonna, con veri e propri crolli vertebrali per la “scomparsa” del tessuto osseo di riferimento nella sede della colonna

da in Farmaci, Fratture, Malattie, Osteoporosi, Ricerca Medica
Ultimo aggiornamento:

    fratture

    Pensiamo ai disastri che è capace di indurre l’osteoporosi nelle ossa di una persona, pensiamo alla distruzione ossea che avviene nella donna in menopausa per via della stessa osteoporosi, ma pensiamo anche ai drammi di una malattia autoimmune, qual è di fatto l’artrite reumatoide.

    In questo caso, a peggiorare il quadro clinico provvede la malattia stessa e la perdita di tessuto osseo aggravata dalla terapia farmacologica attuata spesso col ricorso ai corticosteroidi e determinanti quadri patologici completi di vera e propria osteoporosi accelerata.

    Il risultato, in queste condizioni, è assistere a fratture frequenti in particolar modo a carico delle ossa più grandi, pensiamo al femore, proprio per la mancanza dell’impalcatura di sostegno della struttura, ma la stessa cosa si manifesta a livello della colonna, con veri e propri crolli vertebrali per la “scomparsa” del tessuto osseo di riferimento nella sede della colonna. Ma oggi tutto ciò potrebbe non avvenire più, potendo contare su innovativi sistemi di riparazione dell’osso ricorrendo a nuovi materiali compositi. Il brevetto è stato depositato con Finceramica Faenza S.p.a., società nata come spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale.

    “Il dispositivo, costituito da un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile”, spiega Luigi Ambrosio dell’Imcb-Cnr di Napoli, “è iniettabile mediante tecniche chirurgiche o vie d’accesso anatomiche mini invasive.

    La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione. Una volta riassorbito, infatti, il materiale promuove il processo di rigenerazione del tessuto osseo, come dimostrato da studi preclinici effettuati presso gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici particolarmente demolitivi; tale materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perché fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti”.

    Insomma parrebbe di capire che ci troviamo di fronte ad una vera e propria rvoluzione con l’impiego di un nuovo materiale altamente biocompatibile e dunque al riparo da fenomeni di rigetto e/o allergie con la particolarità offerta dal nuovo materiale di integrarsi alla perfezione con il neo tessuto osseo in formazione.

    “Un’équipe di chimici, fisici, ingegneri, biologi, medici e chirurghi ha collaborato per realizzare un materiale biomimetico, in grado di replicare sia la composizione chimica sia l’architettura tridimensionale dell’osso naturale, garantendo così il ripristino strutturale del difetto e il recupero funzionale degli apparati”. Dove troverà applicazione il nuovo materiale biomimetico? In tutte quelle patologie che attentano all’integrità del tessuto osseo, a partire dall’età avanzata del paziente, continuando con patologie quali artriti, condizioni patologiche quali artrosi, fino alle gravi patologie quali possono essere i sarcomi e le cisti ossee”. Il brevetto, del quale Finceramica S.p.a. ha ottenuto il potenziale sfruttamento industriale, ora affronterà la fase della realizzazione dei prototipi, dalle sperimentazioni pre-cliniche su soggetti umani all’industrializzazione.

    561

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN FarmaciFrattureMalattieOsteoporosiRicerca Medica
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI