Frattura della clavicola: sintomi, recupero e intervento

Frattura della clavicola: sintomi, recupero e intervento

La frattura della clavicola si evince dal dolore e dal gonfiore localizzati

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    La frattura della clavicola si può verificare in seguito ai traumi che capitano negli sport di contatto e in quelli in cui si cade di frequente. La maggior parte delle lesioni avviene infatti in seguito a delle cadute violente sulla spalla o sulla mano o a dei contrasti non affatto morbidi. Il fenomeno comunque ricorre spesso anche nel neonato a causa di un parto particolarmente complesso. L’ossificazione non ancora completa o il deterioramento osseo espongono ad un certo rischio anche i bambini e gli anziani. La rottura clavicolare viene classificata in base al numero dei frammenti: si dice composta, se i due monconi rimangono allineati, scomposta, se si verifica un loro spostamento.

    I sintomi

    I sintomi della frattura della clavicola si riconoscono chiaramente dal fatto che l’area interessata è dolente. Inoltre si riscontra un gonfiore, oltre ad un dolore localizzato, che diventa più acuto durante i movimenti del braccio e della testa.

    La regione clavicolare è tumefatta. Se la frattura è scomposta, si può vedere una certa irregolarità del profilo della clavicola e a volte è possibile avvertire una sensazione di crepitio. La radiografia permette di appurare se la lesione ha coinvolto i nervi e i vasi sanguigni.

    L’intervento

    Il trattamento della frattura della clavicola comporta innanzi tutto un’immobilizzazione, alla quale segue un intervento, che serve a ricomporre anatomicamente i monconi.

    L’operazione comunque è indicata soltanto nel caso in cui si tratta di fratture con grave spostamento osseo, perché, se vi è la presenza di schegge verticali, il callo potrebbe essere voluminoso e potrebbe anche andare a disturbare i vasi e i nervi.

    Le conseguenze potrebbero consistere in disturbi della circolazione o in paresi che interessano i muscoli del braccio. L’intervento è in genere semplice e si mettono in atto degli infibulamenti endomidollari, resi con fili metallici.

    Il filo viene lasciato sporgere dalla cute dietro la spalla, per poi venire rimosso quando la ferita si consolida. A questo punto ci si deve sottoporre a delle terapie, per superare la rigidità della spalla.

    Il recupero

    I tempi di recupero sono costituiti in generale da un periodo compreso fra le tre e le dodici settimane. I tempi sono più brevi per i bambini (dalle tre alle quattro settimane), mentre sono più lunghi nel caso degli adulti.

    Già durante la fase di guarigione possono essere praticati gli sport in cui la clavicola non è sottoposta a notevoli sollecitazioni. In ogni caso gli allenamenti vanno ripresi con un po’ di prudenza.

    Nel caso degli sport da contatto o in quelli che sollecitano l’articolazione della spalla, si deve aspettare che il dolore scompaia completamente.

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