Frattura del perone composta o scomposta: i tempi di recupero e guarigione

Frattura del perone composta o scomposta: i tempi di recupero e guarigione

La frattura del perone, composta o scomposta, presuppone tempi di recupero che durano circa due mesi

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    La frattura del perone può essere composta o scomposta. Nel primo caso le ossa mantengono un allineamento, mentre nel secondo caso le estremità fratturate sono separate o angolate. Fra i sintomi, il più evidente è rappresentato dal dolore. La caviglia si presenta gonfia e tumefatta. A volte si può verificare un sanguinamento interno, che forma una ecchimosi. Si guarisce completamente, dopo un eventuale intervento chirurgico e un’adeguata riabilitazione, nell’arco di due mesi. Questi sono, infatti, i tempi di recupero in vista di una guarigione della frattura.

    I tempi di recupero

    Il trattamento della frattura del perone, anche nel caso in cui coinvolga il malleolo e la tibia, dipende dalla tipologia della rottura e dal danno subito. Se la frattura è composta, bisogna optare per un’azione di conservazione attraverso l’uso di un gambaletto gessato, fino a che si guarisca.

    Quando viene applicato il gesso, l’arto deve essere tenuto sollevato per le prime 24 ore. In questo modo si può contrastare il gonfiore. Se invece la frattura è scomposta, si deve fare ricorso all’intervento chirurgico, in modo che vengano riallineate le parti dell’osso.

    Con l’operazione si interviene applicando delle placche o delle viti in acciaio o in titanio e si rimuovono gli eventuali frammenti ossei. Anche dopo l’intervento la caviglia viene immobilizzata con il gesso, ma in questo modo il tempo di immobilità si riduce.

    Occorrono circa due mesi per recuperare, mentre la fase conservativa dura in media tre settimane e poi il soggetto può cominciare a camminare servendosi delle stampelle.

    E’ da tenere in considerazione, comunque, che, anche nel momento in cui si ricomincia a camminare, può passare ancora un po’ di tempo per il processo di rimodellamento dell’osso, quindi è possibile provare ancora una sensazione dolorosa fino ad un anno.

    La guarigione

    La guarigione della frattura del perone non può avvenire in maniera adeguata, se non si procede ad una specifica riabilitazione. Quest’ultima serve ad eliminare la rigidità e a far riacquistare la forza muscolare. Si eseguono delle sedute di fisioterapia, che si basano sull’esecuzione di esercizi di mobilizzazione della caviglia e di rinforzo muscolare.

    Vengono svolti anche degli esercizi propriocettivi, che hanno lo scopo di far recuperare l’equilibrio neuromotorio. Si può fare ricorso a dei farmaci, come il paracetamolo contro il dolore e l’eparina, che riduce la tendenza del sangue a coagulare, evitando i rischi di embolia.

    La guarigione avviene in maniera più rapida nei bambini, perché essi sono in grado di sviluppare una minore rigidità, pur avendo il gesso. Più difficoltoso è invece il recupero negli anziani, perché, se rimangono immobili a lungo, possono poi incontrare problemi di mobilità.

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