Frattura al polso: sintomi, operazione, riabilitazione

Frattura al polso: sintomi, operazione, riabilitazione
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La frattura al polso può essere considerata un incidente piuttosto comune, che nei soggetti giovani è causata dall’attività fisica e negli anziani dall’osteoporosi. In effetti l’articolazione del polso è piuttosto complessa, per garantire diversi movimenti. Ecco perché anche il tipo di frattura che se ne può ricavare non è da sottovalutare, soprattutto quando ci troviamo di fronte ad una frattura al polso scomposta. Ma anche la frattura del radio e la frattura di Colles non sono da meno (quest’ultima presenta più complicanze nella zona metafisale distale). Lo stesso si può dire per la frattura dello scafoide. A meno che non si tratti di una semplice distorsione al polso, è necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico per rimediare.

Frattura al polso: sintomi da tenere in considerazione

I sintomi della frattura al polso sono costituiti dal dolore, dal gonfiore e certe volte può essere presente anche una deformità articolare. Il dolore della frattura al polso si accentua con i movimenti.

Per comprendere fino in fondo se ci troviamo in presenza di una vera frattura o addirittura di una frattura pluriframmentaria al polso, dobbiamo ricorrere ad un esame radiografico, anche se i sintomi non sono particolarmente accentuati.

Poi con una tac o con una risonanza si deciderà il trattamento più opportuno, in base alla posizione dei frammenti ossei. Il gesso per la frattura al polso in molti casi può essere indispensabile.

Frattura al polso: operazione

In base alla radiografia e ad altri fattori, come, ad esempio, l’età del paziente, il medico può decidere se portare avanti un trattamento conservativo o un intervento chirurgico. Quest’ultimo viene riservato alle fratture più gravi, che si verificano quando le fratture sono esposte e quindi l’osso perfora la pelle, quando sono presenti molti frammenti ossei o quando la riduzione non è stabile.

L’intervento chirurgico per la frattura al polso presenta il vantaggio di rendere più stabile la frattura e quindi di facilitare il consolidamento delle ossa, la guarigione e il recupero funzionale. Ecco perché l’operazione per la frattura al polso è consigliata anche nei giovani, soprattutto per allontanare complicanze a lungo termine.

Esistono varie tecniche chirurgiche per operare la frattura al polso, che a volte ricorrono anche all’utilizzo di stecche, placche, fili di Kirshner e fissatori esterni.

Frattura al polso: riabilitazione da seguire

La riabilitazione per la frattura al polso è fondamentale. Solo in questo modo infatti i tempi di recupero per la frattura al polso si rivelano più veloci. La riabilitazione inizia già durante il periodo di immobilizzazione, che dovrebbe essere portata avanti attraverso l’applicazione di un tutore gessato, in modo da lasciare libere le articolazioni metacarpo-falangi e scongiurare alcuni rischi come l’edema della mano o la rigidità delle articolazioni.

La stessa attenzione va rivolta all’articolazione del gomito e della spalla. Negli anziani per la riabilitazione si può ricorrere a trattamenti con correnti faratiche o con magnoterapia per la frattura al polso.

Fondamentali sono gli esercizi attivi e passivi, in particolare si dimostrano utili le attività di mobilizzazione con carichi crescenti, per ridare forza muscolare. Si possono utilizzare a questo scopo esercizi di presa con oggetti di gomma.

Teniamo conto che esiste anche la frattura al polso a legno verde, perché ha un aspetto molto simile a quello che si ottiene cercando di spezzare un legno verde. I tempi di guarigione per la frattura al polso variano proprio a seconda del tipo di frattura a cui siamo stati soggetti. Per le fratture ossee, anche gli ultrasuoni possono essere alleati della guarigione. In ogni caso teniamo conto del fatto che, specialmente negli anziani, per prevenire le fratture occorrono più calcio e vitamina D.

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Mer 07/11/2012 da

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