Forame ovale pervio: sintomi, conseguenze e terapia

Forame ovale pervio: sintomi, conseguenze e terapia
da in Cuore, Malattie Cardiache
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    Cuore

    Il forame ovale pervio è un’anomalia cardiaca in grado di causare sintomi e conseguenze gravi, per cui si rende necessario intraprendere una terapia, il prima possibile. Si sa che il cuore è formato da due parti distinte ma, in presenza di questa anomalia, la parte destra comunica con quella sinistra. Secondo le stime, a soffrire di tale patologia è circa il 40% della popolazione. Ma qual è la sintomatologia esatta del forame ovale pervio? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento per poter giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è il forame ovale pervio? Si tratta di un’anomalia per cui la parte destra del cuore comunica con quella sinistra. Generalmente, tale condizione non provoca particolari sintomi, ma può capitare che questa provochi anche gravi conseguenze.

    Non esistono sintomi specifici legati al forame ovale pervio; sebbene, in alcuni casi, sembra vi sia un’associazione tra ictus criptogenetico e PFO.

    Quali sono le cause del forame ovale pervio? Prima di nascere, è normale avere questa condizione: ciò permette, infatti, al sangue di non passare dai polmoni – ancora inattivi prima di nascere – in quanto l’ossigeno necessario a tessuti e organi in via di sviluppo proviene dalla mamma tramite la placenta e i vasi sanguigni del cordone ombelicale. Per escludere i polmoni dalla circolazione, il sangue passa – per l’appunto – dalla parte destra a quella sinistra, sfruttando due aperture: una di queste è il forame ovale che, successivamente, dovrebbe chiudersi tramite il septum primum; una membrana che si salda alla parete del cuore entro un anno dalla nascita. In alcuni casi, però, tale saldatura non si verifica, per cui una determinata quantità di sangue può passare da un atrio all’altro del cuore.

    Le conseguenze del forame ovale pervio possono essere anche gravi: questo può, infatti, contribuire alla comparsa di vari disturbi e di ictus cerebrale, oltre che di embolie periferiche. Per queste ragioni, ad esempio, in caso di ictus va vagliata la possibilità della presenza di un forame ovale pervio. Inoltre, il forame ovale pervio è rischioso anche per chi pratica immersioni subacquee, in quanto può provocare gravi forme di malattie di decompressione.

    Alla comparsa di segni e sintomi, è opportuno contattare il medico che – tramite una serie di analisi ed esami – stabilirà la giusta diagnosi e, quindi, la cura più adatta al caso specifico.

    Quali sono i rimedi contro il forame ovale pervio? Non esiste una terapia specifica contro questa condizione, ma è possibile intraprendere delle cure per ridurre il rischio di recidive: possono, infatti, essere prescritti alcuni farmaci come anticoagulanti orali o antiaggreganti piastrinici. Inoltre, potrebbero essere necessari interventi chirurgici per chiudere il forame ovale pervio o l’uso di protesi artificiali applicabili per via percutanea.

    Infine, la prognosi dipende da diversi fattori: dalla tempestività di intervento, dalla gravità della situazione e dal trattamento intrapreso, oltre che dallo stato di salute e dall’età del paziente.

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