Fibrillazione atriale: sintomi, cause e cure

Fibrillazione atriale: sintomi, cause e cure

La fibrillazione atriale, la più conosciuta e la più diffusa tra le aritmie cardiache, è caratterizzata da un’alterazione della frequenza cardiaca

da in Cuore, Disturbi, Malattie, Malattie Cardiache, Malattie cardiovascolari, elettrocardiogramma, Frequenza-Cardiaca
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    Se il cuore fa le “bizze”, se non segue il “ritmo” come dovrebbe, potrebbe trattarsi di fibrillazione atriale, la più diffusa tra le aritmie cardiache, caratterizzata da un’attivazione elettrica degli atri, due delle quattro parti che compongono il cuore, decisamente anomala, irregolare. Se, in condizioni normali, la contrazione atriale avviene in modo regolare, in presenza di questo disturbo, si verificano movimenti caotici.

    Movimenti caotici, ma non solo: in caso di fibrillazione atriale, il battito cardiaco è accelerato e irregolare, la frequenza dei battiti, che solitamente si aggira intorno alle 60-80 pulsazioni al minuto, aumenta fino a raggiungere 100-200 pulsazioni al minuto.

    Non esiste un solo tipo di fibrillazione atriale. E’ parossistica, nel caso in cui si verifichi il ripristino spontaneo del ritmo cardiaco normale e gli episodi siano di durata inferiore ai sette giorni (24/48 ore). Quando la fibrillazione atriale diventa una costante più duratura (durata superiore a 7 giorni), senza interrompersi in modo spontaneo, si parla di fibrillazione atriale persistente. Nell’eventualità più seria, nonostante i trattamenti, il disturbo persiste: si tratta di fibrillazione atriale cronica o permanente.

    Sintomi chiari e precisi, la fibrillazione atriale si fa “riconoscere” con l’improvvisa comparsa di battiti irregolari e accelerati, di palpitazioni, cardiopalmo, dispnea, respiro difficoltoso e astenia, diminuzione della forza muscolare.

    Se i sintomi sono facilmente riconoscibili, le cause non sono altrettanto chiare.

    Esistono numerosi fattori di rischio, che facilitano la comparsa della fibrillazione atriale: l’invecchiamento del cuore, con il progressivo ingrandimento dell’atrio sinistro; alcune patologie cardiache o cardiovascolari, come cardiomiopatie, miocardite, cardiopatie congenite, infarto miocardio, ipertensione arteriosa; lo stress, l’assunzione eccessiva di alcuni farmaci, alcol e caffeina.

    Protagonista della diagnosi, in qualità di valido alleato dello specialista, è un esame specifico, l’elettrocardiogramma (ECG), assolutamente indolore e privo di controindicazioni, che prevede l’utilizzo di alcuni elettrodi a tampone, da applicare alla pelle del soggetto, in grado di evidenziare l’andamento dei segnali elettrici all’interno del cuore. Un altro valido alleato diagnostico è l’Holter, che prevede l’applicazione, per alcuni giorni, di uno strumento, che ha lo scopo di registrare eventuali episodi di fibrillazione atriale.

    Sono diverse le opzioni terapeutiche possibili, da modulare e da scegliere in base al caso concreto, al paziente da curare, dal trattamento farmacologico, che prevede la somministrazione, per via endovenosa o orale, di farmaci antiaritmici, fino all’intervento chirurgico, l’ablazione transcatetere, che, comporta l’eliminazione, attraverso l’inserimento di appositi cateteri e l’erogazione di energia elettrica, in grado di eliminare le cellule responsabili dell’aritmia.

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