Fibrillazione atriale: così si farà a meno degli anticoagulanti

Fibrillazione atriale: così si farà a meno degli anticoagulanti

Parliamo di una metodica sicuramente nuova ma che ha visto venti pazienti sottoporsi in Italia e 80 in tutta Europa “Nel trattamento di pazienti con fibrillazione atriale che presentavano controindicazioni a terapie anticoagulanti, questa procedura ha ridotto del 50% il rischio di ictus” ha commentato il professore Giulio Speciale

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    Un nuovo dispositivo, chiamato Amplatzer, consentirà di ridurre l’incidenza di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale senza ricorrere a terapie con anticoagulanti che presentano diverse controindicazioni, tra cui un elevato rischio di emorragie. Tale nuova metodica potrebbe rappresentare un’importante svolta nella cura della fibrillazione atriale per evitare il rischio successivo di ictus o accidenti vascolari di diversa natura, soprattutto per pazienti a rischio.

    Parliamo del dispositivo che si chiama Amplatzer e che affranca il paziente dal ricorso a farmaci anticoagulanti che non sono del tutto scevri da controindicazione quali emorragie, ad esempio. Il dispositivo si colloca con una certa facilità nel paziente cardiopatico affetto da fibrillazione atriale e consiste in un intervento chirurgico già sperimentato con successo nell’Unità operativa complessa di Cardiologia interventistica dell’azienda Ospedaliera San Filippo Neri, diretta dal professor Giulio Speciale. Tale innovativa metodica consisterebbe nell’introduzione di uno speciale involucro che si dispiega come farebbe un ombrellino che viene introdotto direttamente dalla vena femorale e raggiungerebbe gli atri, da dove si è certi partano i coaguli che, nei casi estremi, veicolando nel torrente circolatorio determinerebbero quelle situazioni estreme quali gli ictus, per via del fatto che impedirebbero il normale deflusso sanguigno nell’organo che verrebbe così colpito dall’ischemia.

    Parliamo di una metodica sicuramente nuova ma che ha visto venti pazienti sottoporsi in Italia e 80 in tutta Europa “Nel trattamento di pazienti con fibrillazione atriale che presentavano controindicazioni a terapie anticoagulanti, questa procedura ha ridotto del 50% il rischio di ictus” ha commentato il professore Giulio Speciale.

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