Festività: gli alcolici da moderare

Festività: gli alcolici da moderare

Durante le feste capita di eccedere nell'uso di sostanze alcoliche, vediamo insieme quali sono i casi in cui c'è il rischio di avere ecceduto davvero e i casi in cui non è così

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    Cocktails

    E’ la storia che ce ne parla e quando non è la storia si mette anche la letteratura, da Bacco o Dioniso in poi non ci sono situazioni in cui non si parli, almeno per caso del calice di lieto ebbro, che sarebbe poi la bevanda alcolica, buona, di classe, gustosa, precisa, che fa anche bene. Ma quanta se ne può bere?

    Ne abbiamo parlato spesso sulle pagine di TantaSalute, in occasione delle scoperte mediche secondo cui la sostanza alcolica potrebbe prevenire patologie specifiche, ora cerchiamo di capire chi è il nostro amico calice.

    L’ingrediente che ha delle potenzialità contenuto nelle sostanze alcoliche si chiama etanolo, è una molecola che agisce sia direttamente che indirettamente su alcune parti del corpo. Ad esempio può avere effetti immediati sullo stomaco, sul cervello, sul cuore, ma anche sui grassi e sul sangue.

    L’alcool nello stomaco non viene metabolizzato, bensì immediatamente assorbito, motivo per sui entra in circolo istantaneamente e comincia a lavorare: si comincia a trovare la sua traccia dopo 5 minuti dall’aver bevuto e rimane in circolo per circa 2 ore, dopo di che il fegato ha terminato la metabolizzazione (del bicchiere bevuto ovviamente).

    Il soggetto che beve arriva ad ubriacarsi se beve di più e più spesso di quanto il suo fegato lavori, dunque un bicchiere ogni due ore viene metabolizzato, circa e in media, di più, no. Da qui il senso di ebbrezza, di sonnolenza che diventa all’eccesso vera e propria ubriacatura.

    Bere troppi liquori, ad esempio, e troppi alcolici, è causa di incidenti stradali nel 35% dei casi di questi ultimi, mentre l’aumento di giovani consumatori tra i 14 e i 18 anni non si arresta, per un retaggio culturale.

    In Italia però c’è una buona abitudine, del cosumo a pasto del bicchiere di vino. Questo bicchiere di vino fa bene, per metabolizzare il cibo e per prevenire le malattie cardiovascolari.

    Si calcola che bere a pasto un dito di vodka possa fare bene anche ai malati di diabete di tipo II per mantenere un controllo glicemico, eccetto per insulino-dipendenti.

    L’effetto della sostanza alcolica dopo i pasti può essere benefico in fatto di rilassamento e di aiuto a socializzare, per affrontare meglio il proseguo della giornata lavorativa e per sedare il nervosismo, e non è poco.

    Per questo l’alcol non va demonizzato, ma preso con le dovute cautele, poiché la parola moderazione significa tutto o niente. Dal punto di vista della quantità, specie per dare qualche consiglio durante queste feste natalizie, si può dire che un bicchiere di vino a tulipano e un superalcolico in bicchierino possono essere considerati una dose normale bevibile per un soggetto sano.

    Più facile elencare i casi di eccesso: più bevute al giorno possono comportare malattie epatiche, cirrosi e necrosi del fegato, problemi di dipendenza e comportamentali, aumento della pressione del sangue e problemi cardiaci, problemi di gastrite e ulcera, malattie del feto e anomalie del feto, cancro a fegato, reni e intestino, tumore al seno, insonnia, problemi mentali e poca memoria. Solo per elencarne alcuni.

    Per capire se si è in un momento di difficoltà e di sconforto, in cui si è ceduto troppo alle abitudini di bere e di fare uso di sostanza alcolica non basta pensare a quanto si è bevuto negli ultimi mesi, piuttosto al come e a che conseguenze si sono avute: per questo è bene ricorrere eventualmente a un medico di fiducia o al più vicino centro alcologia.

    Foto da istockphto.com

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