Fertilità maschile a rischio a causa della connessione wi-fi

Fertilità maschile a rischio a causa della connessione wi-fi

Uno studio, condotto da ricercatori americani e argentini, ha evidenziato i possibili danni che la connessione wi-fi dei portatili può avere sulla fertilità maschile

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    La connessione wi-fi, che oramai utilizzano tutti, è un fattore di rischio per la fertilità maschile. Infatti, le onde elettromagnetiche generate da questo tipo di connessione senza fili, secondo delle ricerche che non hanno ricevuto, al dire il vero, dei pareri molto positivi, creerebbero delle alterazioni genetiche negli spermatozoi. Questi danni metterebbero in serio rischio la fertilità maschile. Per confermare questi risultati dovranno essere effettuati ulteriori studi epidemiologici, dato anche i giudizi negativi di altri esperti nel campo.

    La ricerca, di cui sopra, è stata condotta da studiosi americani e argentini, guidati dal dottor Conrado Avendano di Nascentis Medicina Reproductiva di Cordoba, i cui risultati sono stati pubblicati sul giornale Fertility and Sterility, ha coinvolto 29 uomini.

    I ricercatori hanno analizzato il liquido seminale di questi volontari, suddividendolo a metà, mettendo una parte in contatto con le connessioni wi-fi, l’altra, conservata sempre con le stesse condizioni, ma lontano da queste onde elettromagnetiche. Entrambe le parti sono state analizzate dopo quattro ore, scoprendo che la percentuale di spermatozoi decaduta, appartenenti al liquido seminale posto in “contatto alla connessione senza fili”, era pari al 25% (rispetto al 14% dell’altra metà).

    Nonostante questi risultati non tutti gli scienziati sono sicuri di ciò, anche perché da un altro studio, condotto sempre utilizzando questo tipo di connessione internet, non sarebbe del tutto vero il rischio annunciato dai ricercatori americani e argentini. Molti specialisti sono intervenuti per dare il loro parere su questi risultati, tra i quali anche il professore Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, sottolineando che la decadenza degli spermatozoi era da ricercare, sicuramente, nelle ore durante le quali sono rimasti fuori dal corpo “spogli” di ogni protezione.

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