Fertilità: a rischio con una dieta grassa

Fertilità: a rischio con una dieta grassa

Non ci è dato tuttavia di sapere se vegetali quali frutta e verdura inducano ad una migliore qualità dello sperma, si suppone però che tali elementi grazie agli antiossidanti detenuti potrebbero proteggere il liquido seminale

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    Braciole

    Con una filosofia un po’ di “ bassa lega “ si potrebbe affermare, come del resto recita anche il detto popolare, che all’aumentare della pancia diminuirebbe la capacità dell’organo riproduttore maschile nello svolgere al meglio il suo compito, ma oggi una ricerca sicuramente col piglio scientifico degno di tale nome, andrebbe nella stessa direzione arrivando a sostenere che una dieta particolarmente grassa, che oltretutto causa spesso obesità, costituita per lo più da troppa carne e insaccati a scapito di frutta e verdura, arreca danni agli spermatozoi risultati, in ultima analisi, sicuramente meno fertili.

    Non ci è dato tuttavia di sapere se vegetali quali frutta e verdura inducano ad una migliore qualità dello sperma, si suppone però che tali elementi grazie agli antiossidanti detenuti potrebbero proteggere il liquido seminale, mentre siamo quasi certi, almeno stando dietro ai lavori del Dott. Jaime Mendiola dell’Istituto Bernabeu a Alicante, Spagna, che i grassi, in eccesso, avrebbero un’influenza negativa sullo sperma.

    Quest’ultima spiegazione trarrebbe origine dalla constatazione che i grassi in eccesso, in generale, eleverebbero sostanze atte ad innalzare la quota di colesterolo nel sangue e dunque, agendo sulla viscosità del sangue e riducendo il lume dei vasi, ma non solo, una dieta eccessivamente costituita da grassi immetterebbe anche in circolo sostanze ad effetto estrogenico, lo stesso effetto si osserva, chiaramente in più larga misura, di fronte a sostanze come gli insetticidi, e la diossina, solo per citarne due, che finirebbero per influenzare i sistemi ormonali.

    Ciò per via del fatto che tramite l’alimentazione del bestiame questo assimilerebbe dal foraggio tali inquinanti per poi rilasciarli all’uomo che si ciba di carne.

    Vero è che da un trentennio circa si è posta molta più attenzione riguardo all’alimentazione del bestiame, eliminando quelle sostanze che venivano addizionate alla loro dieta, ma vero è anche che lo studio è stato condotto su 61 uomini spagnoli che si sono rivolti ad un centro per fertilità, che avevano un’età riferita all’epoca in cui il bestiame non veniva seguito con la dovuta attenzione, anche riguardo alla loro alimentazione di foraggio come invece si fa o forse si dovrebbe ancor di più fare adesso.

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