Ferro: proprietà terapeutiche, nutrizionali e benefiche

Ferro: proprietà terapeutiche, nutrizionali e benefiche
da in Sali minerali
Ultimo aggiornamento: Lunedì 30/11/2015 20:18

    Ferro

    Il ferro possiede proprietà terapeutiche, nutrizionali e benefiche fondamentali per la salute del nostro organismo: si tratta, infatti, di un minerale che – fra le altre cose – stimola l’intestino, la milza e il fegato, aiutando la produzione di emoglobina e di globuli rossi. Il ferro è il quarto elemento maggiormente presente sulla Terra – dopo l’ossigeno, il silicio e l’alluminio – e rappresenta, inoltre, l’oligoelemento quantitativamente più rilevante del corpo umano e assolutamente indispensabile per la vita e il benessere dell’organismo. Ma quali sono, nel dettaglio, i benefici e le caratteristiche di questo prezioso minerale? Scopriamo di più sul ferro.

    Stanchezza

    Il ferro è un minerale che vanta diverse proprietà curative degne di nota e ciò per via della straordinaria importanza che riveste per il benessere e la salute dell’organismo umano. Questo oligoelemento è molto utile contro stress, stanchezza, infezioni e contro l’insorgenza di numerose patologie: è, infatti, in grado di rafforzare il sistema immunitario. Il ferro aiuta, ovviamente, a combattere l’anemia – determinata, per l’appunto, da una mancanza di questo minerale – ed è utilizzato in seguito a emorragie e in gravidanza.

    Vitamina C

    È, dunque, chiara l’importanza del ferro per la salute. Il fabbisogno quotidiano di ferro “standard” – quindi, non in presenza di carenza e che avviene tramite l’alimentazione – può essere stimato tra i 10 e i 18 mg al giorno, che aumentano a 30 mg in caso di gravidanza. L’assorbimento di ferro avviene, per l’appunto, tramite l’intestino tenue ed è favorito dall’assunzione di vitamina C – acido ascorbico – e vitamine del gruppo B, per l’esattezza di acido folico.

    Sangue

    La più importante funzione del ferro è quella di favorire la produzione e il corretto funzionamento di emoglobina e di globuli rossi: questo minerale si occupa, infatti, di assicurare una corretta ossigenazione delle cellule del corpo, garantendone la salute e la vitalità. Oltre a ciò, il ferro – come anticipato prima – stimola le funzioni del fegato, della milza, dell’intestino e anche del midollo osseo. Questo prezioso minerale è, poi, di fondamentale importanza per i neurotrasmettitori – come, ad esempio, la dopamina e la serotonina – e garantisce una maggiore resistenza allo sviluppo di malattie.

    Concentrazione

    Il ferro è di aiuto contro lo stress. Ha un effetto positivo sia per il corpo che per la mente: la sua presenza è, infatti, in grado di stimolare la persona, favorendo un aumento del dinamismo e dell’entusiasmo nell’individuo, infondendo – al tempo stesso – sicurezza e calma e permettendo di riflettere e concentrarsi con lucidità.

    Gravidanza

    Una carenza di ferro può portare a gravi conseguenze per la salute dell’organismo e ciò può avvenire, in special modo, in caso di emorragie, ma anche in gravidanza e durante l’allattamento; altri casi in cui si può manifestare carenza di ferro è in presenza di malattie come la celiachia e il morbo di Crohn. Una mancanza di questo minerale provoca anemia e sintomi come stanchezza, debolezza, esaurimento, nausea, confusione mentale, irritabilità, fragilità delle unghie, maggior rischio di contrarre infezioni, letargia, stitichezza, mal di testa e depressione. Una carenza di ferro nei bambini può, inoltre, portare a problemi nello sviluppo cognitivo: oltre a una dieta sana, è possibile ricorrere a degli integratori di ferro, in caso di necessità.

    Legumi

    Dal punto di vista alimentare, il ferro è contenuto in buone dosi in cereali – solitamente, presente dai 7-12 mg ogni 100 grammi di prodotto – verdure verdi – come spinaci e bietole, ad esempio – legumi – come lenticchie e soia – vongole e carne. Esistono anche molti altri alimenti ricchi di ferro. Ad ogni modo, per aumentare l’assorbimento di questo prezioso minerale, al ferro va abbinata della vitamina C: questa è contenuta, per esempio, nella frutta come arance e limoni. Al contrario, l’assorbimento di ferro diminuisce se assunto con alcuni cibi contenenti calcio – come latte e formaggi – uova, crusca, tè e caffè. Se si assumono degli integratori di ferro, invece, è consigliabile ingerirli solo dopo i pasti per evitare possibili effetti collaterali legati a un eccessivo dosaggio: dopo aver mangiato, infatti, la quantità di ferro assimilata dall’organismo sarà inferiore.

    Esami del sangue

    Infine, non esistono effetti collaterali legati all’assunzione di ferro, sebbene occorra non esagerare nelle dosi: un’assunzione eccessiva di questo minerale – superiore ai 45 mg circa giornalieri, negli adulti e 40 mg nei bambini – potrebbe, infatti, portare a disfunzioni epatiche, pancreatiche e cardiache, indigestione, mal di stomaco, diarrea, mal di schiena, nausea, vomito, costipazione, brividi, svenimenti, vertigini, febbre, sudorazione eccessiva, battito cardiaco accelerato, mal di testa, problemi di respirazione, eruzioni cutanee, vampate di calore e dolori muscolari. In ogni caso, è consigliabile effettuare degli esami del sangue periodici per accertarsi della mancanza o meno di ferro e chiedere un parere al medico curante, in presenza di eventuali sintomi da carenza.

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