Fegato: per la prima volta realizzato in laboratorio

Fegato: per la prima volta realizzato in laboratorio

Grazie ad un gruppo di studiosi statunitensi, per la prima volta, si è realizzato un fegato umano in provetta, con dimensioni più piccole dell’organo normale, ma funzionante

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    fegato creato in laboratorio

    Un gruppo di ricercatori statunitensi, del Baptist Medical Center della Wake Forest University di Winston Salem, North Carolina, hanno realizzato, per la prima volta un fegato umano in provetta. E’ un organo ottenuto in laboratorio, ha dimensioni ridotte, rispetto al fegato normale, ma funziona perfettamente, addirittura, a breve potrebbe essere utilizzato per la sperimentazione di farmaci, e sugli animali per specifici test clinici. Quest’organo in provetta, è stato realizzato grazie alle cellule staminali adulte epatiche, ed alle cellule endoteliali (che costituiscono i vasi sanguigni). Dopo ciò, il tutto è stato messo in una sorta di incubatrice, un bireattore, in cui l’organo è stato nutrito.

    Shay Soker, direttore e coordinatore dello studio, con i suoi collaboratori, si è avvalso di una base animale per poter ricreare in laboratorio il “mini”organo. Questa importantissima ricerca è la fase iniziale di un lungo percorso di studi e ricerche, che rappresenteranno una svolta al problema trapianti. Tra i problemi da risolvere, il rigetto è al primo posto, infatti occorre valutare ed essere sicuri che il fegato in provetta sia sicuro, prima di tutto per i pazienti stessi.

    Solo dopo aver risolto tale problema, non da poco, si potrà valutare la possibilità di realizzare un fegato di dimensioni normali.

    Quindi prima di arrivare a tagliare questo ulteriore traguardo, il “mini” fegato verrà sottoposto ad una serie di esperimenti negli animali, come era stato eseguito nel 2006, dallo stesso gruppo di studiosi, che avevano realizzato un pene artificiale, e sperimentato sui conigli. Ricerca e scoperta importante per risolvere problemi di erezione, appartenenti a molti uomini. Il gruppo di ricerca statunitense non si ferma, continua a lavorare sulla rigenerazione di organi e tessuti, per aiutare tante persone che sono in lista di attesa per un trapianto.

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