Fede: guarigioni e miracoli

Fede: guarigioni e miracoli

In fatto di miracoli la Chiesa è attenta nel valutare e la scienza non tende ad accreditare favorevolmente, eppure le guarigioni esistono, improvvise e veloci, vediamo insieme perché questo può accadere a un uomo di fede

da in Medicine non Convenzionali, Primo Piano, Psicologia
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    Miracoli

    In fatto di miracoli e guarigioni la scienza è scettica e la chiesa procede valutando di volta in volta le guarigioni, solo in 66 casi di guarigione è stato definito “miracoloso” l’evento, ma gli altri casi allora, i casi in cui si accerta una guarigione ma non si può dire che sia un vero e proprio miracolo, da che cosa dipendono?

    Non sarebbero tutti i miracoli quindi gli eventi di guarigione che accadono durante i momenti di pellegrinaggio dei fedeli a Lourdes, solo il 66 casi dal 1858 ad oggi si tratta di eventi miracolosi che non hanno scpiegazione scientifica o medica. L’ultimo nel 1999, di fronte a quasi 8 mila guarigioni dichiarate.

    A occuparsi della salute e del suo legame con la fede sono più spesso psicologi e pedagogisti, che sanno dare ottime motivazioni alle guarigioni, legate più spesso alle convinzioni e alla fede del pellegrino, che nel miracolo pone il suo unico senso di vita, riuscendo così talvolta a farcela anche battendo così la malattia.

    Che cosa dice in merito la Chiesa: secondo la tradizione cristiana, nella letteratura si trova un passaggio che spiega l’evento miracoloso: in “De Servorum Beatificatione et Beatorum Canonizatione (liber IV, Cap. VIII, n° 2)” il Cardinale Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, 1734 scrive che il miracolo è tale se si verificano contemporaneamente sette condizioni reali.

    1.“ Primum est, ut morbus sit gravis, et vel impossibilis, vel curatu difficilis ” – quando il male è grave e difficile da trattare.

    2.“ Secundum, ut morbus, qui depellitur, non sit in ultima parte status, ita ut non multo post declinare debeat ” quando la malattia non è allo stadio finale e non è trattabile.

    3.“ Tertium, ut nulla fuerint adhibita medicamenta, vel, si fuerint adhibita, certum sit, ea non profuisse ” quando non sono in atto cure nuove.

    4.“ Quartum, ut sanatio sit subita, et momentanea ” se la guarigione avviene istananeamente.

    5.“ Quintum, ut sanatio sit perfecta, non manca, aut concisa ” quando si guarisce completamente.

    6.“ Sextum, ut nulla notatu digna evacuatio, seu crisis praecedat temporibus debitis, et cum causa;si enim ita accidat, tunc vero prodigiosa sanatio dicenda non erit, sed vel ex toto, vel ex parte naturalis ” quando se ne esclude la guarigione naturale.

    7.“ Ultimum, ut sublatus morbus non redeat ” quando la malattia non è più presente nel corpo nemmeno in modo latente o come portatori sani.

    Da queste note è chiaro come mai siano pochi i casi di miracolo tale definito, mentre la scienza medica, a ragione in cerca di una logica scientifica biologica, appone i suoi punti.

    Si tratta di evento straordinario quando la malattia, esistente e reale, nonostante prognosi fatale o a termine, guarisce completamente, senza convalescenza, in modo definitivo, senza l’ausilio di terapie alternative mai prima sperimentate per il male stesso.

    Ma allora come mai tanti pellegrini sono convinti di essere realmente guariti senza una spiegazione medica? “Si tratta più spesso di fede, reale fede che agisce sulle parti primordiali del cervello, attivandole – spiega il dott. Morelli – scatenando una energia che guarisce.”

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