Fede: condiziona il vivere quotidiano

Fede: condiziona il vivere quotidiano

La ricerca ha dimostrato che i credenti e i non credenti hanno un modo diverso di vedere la realtà: se da un lato si trova una spiegazione al quotidiano, dall'altra invece non sempre è così, motivo per cui nell'errore il credente è generalmente più sereno, ma questo non vuol dire che sia sempre un vantaggio

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    Credenti

    Ateismo e professione di fede, credenti e non credenti: la scienza dimostra che queste due categorie di persone sono diverse per conformazione mentale, a dire come si sviluppa la mente di una persona che crede è stato uno studio, uno dei primi studi scientifici effettuati sui credenti.

    Chi crede in Dio ha una predisposizione mentale portata a pensare che ci siano delle spiegazioni alle azioni quotidiane, di conseguenza sono portati a soffrire meno di ansia e di agitazione, perché cercano in Dio una risposta al quotidiano.

    Chi crede nell’esistenza di una entità superiore mostra di essere più tranquillo, meno soggetto a sensi di colpa e in genere la ricerca ha dimostrato che si tratta di persone che reagiscono con fermezza e convinzione alle situazioni che portano stress.

    L’Università di Toronto ha analizzato come lavora la mente di un credente, secondo un test cognitivo infatti è emerso che il credente ha una sensazione di calma quando commette un errore e non si instaura lo stato di ansia tipico di chi pensa di avere sbagliato.

    La religione ha un effetto che calma e rassicura il credente, di conseguenza rende più sicuri anche nel momento dell’errore, ma potrebbe diventare un’arma a doppio taglio.


    Essere ansiosi
    se si sbaglia può non portare a nulla, ma potrebbe invece portare a migliorare, essere tranquilli può portare a rilevare un errore e a evidenziarlo, analizzandolo, ma anche auto-assolvendosi, di conseguenza va valutato di volta in volta se esiste un miglioramento rispetto al presente oppure no.

    Di fatto però l’esperimento ha dimostrato che la calma è una buona virtù per concludere con maggiore successo le imprese del quotidiano, di conseguenza di fronte al momento critico credere che esista una spiegazione alle proprie azioni sbagliate può essere un vantaggio.

    Researchers find brain differences between believers and non-believers.

    University of Toronto; 5 marzo 2009

    Immagini tratte da VillaSantoStefano.com

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