Febbre del Nilo, contagio in Sicilia: è il primo caso

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    Si è verificato il primo caso di contagio del virus della febbre del Nilo in Sicilia, a Trapani. Lo ha confermato anche l’European Centre for Disease Prevention and Control. Si tratta di una malattia infettiva che le zanzare riescono a trasmettere ai mammiferi, compreso l’uomo. La fonte infettiva principale è rappresentata da uccelli selvatici, come le gazze, i piccioni e gli appartenenti alla famiglia dei corvidi. La malattia, però, non può essere trasmessa da uomo a uomo. Il contagio avviene per mezzo della puntura delle zanzare infette e l’incubazione può andare dai 3 ai 15 giorni.

    Generalmente l’infezione non presenta il manifestarsi di sintomi particolari. Soltanto in alcuni casi si presenta come una sorta di sindrome influenzale. Soltanto in casi rari può provocare l’innalzamento a livelli alti della temperatura corporea, con un possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Le zanzare che trasmettono l’infezione sono quelle comuni. Non è stato ancora inventato un vaccino per l’uomo e l’unica forma di prevenzione consiste nel proteggersi il più possibile dalle punture degli insetti.

    Già in Italia la malattia ha colpito 14 persone: oltre che a Trapani, anche a Novara, a Vicenza, Bologna, Mantova, Modena, Ravenna e Rovigo. In tutti gli Stati membri dell’Unione Europea sono stati segnalati 171 casi di febbre del Nilo e 229 casi sono stati accertati nei Paesi limitrofi all’UE. Secondo le leggi sulla sicurezza sanitaria, i Paesi membri dell’Unione Europea hanno il compito di mettere in atto tutte le procedure di controllo per garantire la sicurezza dei cittadini in caso di contagio di questo virus.