Favismo: sintomi, cure, alimenti e farmaci da evitare

Favismo: sintomi, cure, alimenti e farmaci da evitare

Il favismo si manifesta con sintomi come affaticamento e anemia emolitica acuta

da in Malattie
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    Il favismo indica una condizione patologica che è determinata da una carenza di enzimi nel sangue. Si tratta di un problema ereditario, che interessa soprattutto la difficoltà nel metabolizzare alcuni componenti alimentari, come, ad esempio, appunto le fave. Tutto questo è dovuto alla carenza di alcuni enzimi (glucosio 6 fosfato deidrogenasi) che porta l’organismo ad essere particolarmente sensibile nei confronti di alcuni composti antiossidanti. I sintomi caratteristici comprendono l’anemia, l’affaticamento, la febbre, il mal di stomaco e il vomito. Inoltre le urine appaiono di un colore che tende all’arancione. Per le cure esistono trattamenti con acido folico e ferro o si deve ricorrere alla trasfusione di sangue. Ci sono, comunque, tutte le condizioni per la prevenzione, evitando alcuni specifici alimenti e farmaci.

    I sintomi

    I sintomi del favismo si possono manifestare con una condizione di anemia emolitica acuta, che comporta la rottura dei globuli rossi. E’ come se si innescasse una reazione a catena, che porta il midollo osseo ad una condizione di insufficienza nel sostituire le cellule che vengono eliminate. Conseguentemente nel corpo è presente poco ossigeno. Il soggetto avverte una certa stanchezza, mal di testa, può avere la febbre, la nausea, il mal di stomaco e il vomito.

    Se si ingeriscono determinati alimenti, come le fave, si possono verificare dei crampi addominali molto dolorosi. Le urine tendono ad essere di un colore simile all’arancione, perché in esse è presente del sangue. Un altro sintomo caratteristico è l’ittero, che è visibile attraverso il colorito giallo della pelle.

    Le cure

    Le cure per il favismo vanno approntate subito dopo la diagnosi del disturbo, che si può effettuare attraverso un facile test del sangue. Il primo passo da compiere è quello di evitare il contatto con alimenti che possono scatenare reazioni problematiche e difficili da gestire. Successivamente si può passare alla vaccinazione contro le infezioni che possono essere determinate da un attacco di favismo.

    La soluzione per porre rimedio ad un attacco acuto consiste nella trasfusione di sangue e, alcune volte, diventa perfino necessario provvedere all’aspirazione della milza, in modo da evitare la distruzione continua dei globuli rossi. Per il trattamento i medici possono procedere anche alla somministrazione di acido folico e ferro.

    Gli alimenti e i farmaci da evitare

    Gli alimenti da evitare in caso di favismo consistono prima di ogni altro nelle fave, che, assieme ad altri legumi, possono scatenare anche un attacco acuto. In base alla gravità del disturbo può insorgere una più o meno spiccata sensibilità alle fave. Alcune persone non solo non possono mangiarle, ma si dimostrano intolleranti anche al solo contatto con il polline della pianta. In molti casi è opportuno anche evitare di mangiare la carne, che proviene da un allevamento, alla cui base, come nutrimento per gli animali, ci siano fagioli e fave. Vanno evitati anche i semi di melone amaro.

    Anche alcuni farmaci devono essere tenuti lontani dall’organismo. Si tratta soprattutto degli antibiotici, che non possono essere tollerati bene, dei farmaci contro la malaria, dei sulfamidici e degli integratori di vitamina K.

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