Fattori di rischio: ancora tanti ed in aumento in Europa

Fattori di rischio: ancora tanti ed in aumento in Europa

Ciò spiega l’attenzione con la quale si osservano i dati dell’Oec (Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare) sulla base di un studio nato dalla collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco)

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    Fattori di rischio

    Servirà a qualcosa sapere com’è la salute degli europei? ovvero, si può pensare che ad un cittadino della Comunità Europea, sapere quanti sono gli abitanti del Vecchio Continente ad attuare uno stile di vita adeguato o meno, possa interessarlo o sciorinare dati e solo un semplice esercizio mentale fine a se stesso.

    Assolutamente no, conoscere il rapporto esistente fra malattie e stili di vita degli abitanti di un Continente può servire ad adattare le terapie e ad offrire modelli di vita che aiutino a vivere al meglio.

    Ciò spiega l’attenzione con la quale si osservano i dati dell’Oec (Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare) sulla base di un studio nato dalla collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco).

    A seguito di tale studio constatiamo che negli ultimi anni si è verificata una controtendenza fra i due sessi, ovvero, gli uomini europei fumano meno di un tempo, le donne di più, ma il sesso forte tende ad ingrassare, il gentil sesso invece mantiene il suo peso costante ma non intende smettere di fumare. Di positivo già dai primi risultati c’è che la pressione arteriosa, complice i maggiori controlli e le nuove terapie, tende ad essere mantenuta più vicina ai livelli di guardia.

    A questo punto occorre guardare al dato importante che si riferisce ai fattori di rischio per le malattie cardiovascolari che ancora funestano gli abitanti del Vecchio Continente in maniera significativa.

    Si pensi che il 40% delle morti degli europei sono attribuiti a cause afferenti a patologie cardiovascolari, un dato ancora alto, ma che raffrontato con i risultati di un precedente studio riferito a circa otto anni fa ha messo in risalto i nuovi fattori di rischio che ai tempi della prima indagine non venivano inclusi rispetto ad oggi con il risultato che, le due indagini consentono oggi di descrivere l’andamento nel tempo dei maggiori fattori di rischio per la salute della popolazione italiana.

    “Si tratta di osservazioni preliminari – ha sottolineato Simona Giampaoli del Centro nazionale di epidemiologia – perché manca ancora la metà delle regioni che saranno coinvolte nell’indagine, che vanterà un totale di 9.020 persone arruolate nelle rilevazioni. Allo stato attuale ci possono aiutare a capire se sta cambiando qualcosa”.

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