Fascite plantare: esercizi e come curarla

La fascite plantare deve essere trattata con appositi esercizi di allungamento e di stretching

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    Fascite plantare: è l’infiammazione del legame arcuato del piede, che interessa soprattutto gli sportivi. Le cause sono da rintracciare in eccessivi sovraccarichi che agiscono sull’articolazione. La patologia è una delle ragioni comuni, per le quali si incorre in quel dolore del calcagno, che è noto con il nome di tallonite. In particolare nella fascite plantare distale l’infiammazione è localizzata nella zona del mesopiede e si ha un dolore molto fastidioso, che viene avvertito lungo tutta la pianta o nella zona del piede in cui sono collocate le dita. La malattia può diventare anche cronica, con disturbi continui. Per questo è importante intervenire con esercizi appositi e con le dovute cure.

    Gli esercizi

    Gli esercizi per la fascite plantare, che si possono mettere in pratica, sono diversi. Si possono eseguire soprattutto degli esercizi di allungamento. Lo stretching, infatti, aiuta a distendere i tessuti che circondano il calcagno e questo sicuramente è vantaggioso per combattere la patologia. Mettiamoci in piedi, di fronte ad una parete, tenendoci a 1 metro di distanza. Collochiamo un piede in avanti, mantenendo la gamba posteriore dritta, con il tallone appoggiato a terra. Con le mani appoggiate al muro, incliniamo il busto in avanti, fino ad avvertire una tensione a livello del polpaccio. Ripetiamo il tutto per 3 o 4 volte.

    Un altro esercizio si può svolgere seduti a terra su una superficie rigida. La gamba del piede che fa male va tenuta in avanti e l’altra piegata. Bisogna avvolgere un asciugamano intorno alla volta plantare. L’asciugamano va tirato verso il corpo delicatamente, mettendo in tensione i muscoli della parte posteriore della coscia e di tutta la fascia plantare. Anche questo esercizio va ripetuto per 3 o 4 volte.

    Ci possiamo mettere poi seduti su una sedia, tenendo le ginocchia piegate a 90 gradi. Tutti e due i piedi vanno appoggiati sul pavimento. La punta del piede colpito dal dolore si deve alzare verso l’alto, mentre il tallone va appoggiato al terreno. Queste mosse vanno ripetute per 10 volte.

    Come curarla

    Le cure per la fascite plantare comportano alcuni rimedi fondamentali, che possono riuscire ad alleviare l’infiammazione. Prima di tentare con i farmaci, possiamo provare con alcune strategie pratiche. Fondamentale, da questo punto di vista, è il riposo, per evitare di sollecitare troppo la fascia plantare. Possiamo anche applicare la borsa del ghiaccio per circa un quarto d’ora, 3 o 4 volte nell’arco della giornata. Importanti possono essere anche i pediluvi, soprattutto se per farli utilizziamo dei decongestionanti o dei sali specifici, che vanno sciolti nell’acqua calda. Da non dimenticare di utilizzare scarpe adeguate, senza tacco, con suola non troppo sottile o, se è il caso, che presentino dei plantari o dei dispositivi ortopedici appositi. Questi ultimi, realizzati su misura, vengono spesso prescritti dall’ortopedico e servono a ridurre l’impatto con il terreno.

    A volte possono essere utili dei bendaggi e delle fasciature ortopediche, che favoriscono la guarigione. Fra i supporti da usare, ad esempio, possiamo ricordare la talloniera, un sistema da applicare sotto il tallone, per ridurre gli urti. Alcune di esse sono anche specifiche per la fascite plantare abbinata alla spina calcaneare. A volte è necessario ricorrere ad un tutore, che va applicato soprattutto la notte. Esso ha lo scopo di far rimanere distesi i tessuti fibrosi, in modo che non si contraggano, provocando dolore.

    La terapia farmacologica si avvale di pomate, che contengono un principio attivo antinfiammatorio e vanno applicate topicamente. Poi ci sono i cerotti, che contengono un farmaco antinfiammatorio. Anche essi servono ad attenuare il dolore al piede, specialmente quando è molto forte o cronico. Si possono effettuare delle infiltrazioni, che consistono nella somministrazione del farmaco antinfiammatorio, come il cortisone, direttamente all’interno dell’articolazione, attraverso l’uso di una siringa. Per via orale possono essere somministrati altri farmaci antinfiammatori.

    Ci sono poi anche delle terapie varie. Fra queste possono essere ricordati gli ultrasuoni, che aiutano a riassorbire più velocemente il liquido infiammatorio, le onde d’urto, la magnetoterapia, che sfrutta i campi magnetici per favorire la rigenerazione cellulare. Sono da segnalare, inoltre, la ionoforesi (si veicola il farmaco per mezzo di una corrente continua), la mesoterapia (tecnica fisioterapica per la somministrazione di antinfiammatori) e il taping neuromuscolare. Quest’ultimo consiste nell’applicazione di nastri elastici, che permettono al corpo di guarire in modo naturale e rapidamente.