Farmacovigilanza: arriva la RU-486
Ad affrontare il discorso è la giornalista di salute e medicina del Corriere della Sera Margherita de Bac, che spiega in che modo la Pillola RU-486 si sta affermando come farmaco anche in Italia e quali sono le implicazioni che il suo uso impone.
Guido Rasi, alle domande della giornalista, in quanto direttore dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco) conferma che non esiste in Italia una normativa che vieti l’introduzione di questo genere di farmaco, anche se il farmaco stesso al momento non è ancora commerciabile.
In Italia la pasticca per interrompere le gravidanze arriverà nei prossimi mesi, dopo aver superato il vaglio dell’AIFA e dopo che ne sarà valutato il suo possibile impiego e smercio. Exelgyn ha pesentato in Italia la domanda per la vendita del farmaco, e attualmente non ci sono veri e propri limiti al commercio di questa pasticca.
L’EMEA è l’agezia europea del farmaco, che ha autorizzato le agenzie locali a fare proposte in merito: dunque ora spetta agli stati europei decidere se adeguarsi o meno, eventualmente quando.
Non ci sono ancora delle previsioni sull’esito di questo percorso tecnico, che deve essere ancora completato, in quanto non è ancora stato deciso nemmeno il costo del prodotto.
Al momento non ci sono ipotesi per cui il farmaco possa essere venduto in farmacia solo previo ricetta medica, in quanto esso procura l’aborto, per cui va assunto in una struttura ospedaliera su consiglio e supervisione di un medico.
Il farmaco potrebbe avere degli effetti collaterali che saranno il motivo per cui RU-486 entrerà nel programma di farmaco-vigilanza. Eventualmente nel momento dell’allarme il farmaco sarà ritirato e sospeso dal commercio.



Loading ...










Commenti (2)
La RU-486 e le successive prostaglandine verranno prescritte in ospedale; ma questi ospedali sono in rete? non è possibile chw qualche paziente (prostitute soprattutto straniere), in caso di mancanza di rete - e mi sembra sia questo - non utilizzino questa pillola come metodo contraccettivo, che costa meno della pillola del giorno dopo, che si paga? Quali sono i rischi di questo uso sconsiderato’ qualcuno li conosce? mi sembra che, ancora una volta, la salute della donna sia meno importante delle beghe politiche. Che vergogna, soprattutto le nostre pasionarie che a questo non pensano
Buongiorno,
leggo ora il suo commento, devo dire che è passato molto tempo dal momento in cui è stato scritto e in quanto tale, non essendo di ricerca e quindi utile alla letteratura medica è ahime superato, quando si parla di politiche sanitarie ogni giorno cancella il precedente in questo caso per fortuna, cioè intendo dire con questo che la attuale carta dei diritti e dei doveri nel rapporto medico paziente relativamente all’uso e alla prescrizione di questo farmaco sono state adeguate alla normativa vigente, tenendo conto anche degli ambiti di concetto che non sono propriamente legati alla farmacologia, nella fattispecie sono state considerate; diritti del feto, psicologia del singolo e della coppia, pedagogia, sociologia dell’ambiente, farmacologia, devianza, coinvolgendo nella valutazione tutti i servizi correlati allo stato di bisogno non solo medico ma anche sociale della persona che si sottopone al trattamento, tenendo conto di tutte le variabili considerabili e ottenendo un compromesso tutto sommato abbastanza buono.
Buona Giornata