Farmacie: vero e proprio “bancomat” per la criminalità

Farmacie: vero e proprio “bancomat” per la criminalità

Le rapine in farmacia aumentano ad un ritmo esponenziale, un triste fenomeno dovuto a tantissimi motivi, ma una delle motivazioni più accreditate è la facilità, per il rapinatore, di trovare proprio in farmacia denaro contante

da in Farmacie, News Salute
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    una rapina in farmacia

    Le farmacie, ma la stessa cosa si potrebbe dire per le tabaccherie, sono diventate il “bancomat” della criminalità, micro o organizzata che sia la malavita, poco importa, fatto sta che i malviventi hanno spostato il loro interesse dalle banche, più garantite sul piano della sicurezza, alle più facili da rapinare farmacie.

    Insomma, in quegli esercizi commerciali, cui annoverare anche supermercati e stazioni di servizio, dove sono in moltissimi a pagare in contanti, il “lavoro” del rapinatore è più semplice e arreca allo stesso vantaggi immediati. Lo dimostra il dato milanese, dove le rapine nelle farmacie sono aumentate del 53% dal 2007 al 2008 . Non potendo certo sperare in un pattugliamento costante delle Forze dell’Ordine, né volendo in questa sede studiare il fenomeno da un punto di vista sociale, registriamo che, sul modello di tanti Stati esteri, è possibile in qualche modo rallentare l’increscioso evolversi di questi eventi criminali con il solo ricorso alla moneta elettronica.

    Solo bancomat e carte di credito possono in qualche modo opporsi a tali accadimenti, stante anche il fatto che la rapina in farmacia, o nelle parafarmacie, è molto più semplice e, soprattutto meno organizzata di quanto accade con lo stesso reato se commesso in banca, anche se negli Istituti di credito si è assistito a non meno di 2.160 rapine commesse nel 2008, che certo poche non sono.

    Eppure proprio nelle farmacie l’orientamento verso i pagamenti con moneta elettronica stenta a decollare, come del resto accade in tanti altri esercizi commerciali nel nostro Paese, lo dimostra il dato secondo il quale gli italiani mediamente eseguono meno di 200 operazioni pro capite annuali, ovvero, siamo agli ultimi posti rispetto alla media europea, in Francia sono 300 le operazioni annue pro capite, in Olanda e Gran Bretagna siamo ad oltre 300 . Un problema la cui responsabilità non è del farmacista, ma di una cultura che, nonostante tutto, stenta a decollare in noi italiani.

    Fonte foto: Il Sole24ore

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