Farmaci: ticket, aboliamolo così

Farmaci: ticket, aboliamolo così
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    Ricette per farmaci

    C’è poco da fare, nessun governo ama troppo imbarcarsi nel settore della Sanità, anche perché è difficile spiegare ai cittadini, ad esempio, come mai a fronte di una spesa relativa ai farmaci di Fascia A, a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale, diminuita del 5%, si è assistito ad un aumento dei ticket pagati dai cittadini , aumentati del 30%, per l’acquisto di questi farmaci. Un fatto che ha risvolti seri, in un periodo sicuramente di “vacche magre” in Italia e ancor più serio se si considera che la spesa sanitaria relativa ai farmaci non è certo la voce di spesa maggiore per la collettività.

    Andare a stabilire le vere responsabilità che alla fine conducono a questi risultati non è semplice e, oltretutto, esula anche dai nostri compiti, meglio cercare di capire come sia possibile diminuire la spesa per ticket ai cittadini, senza costringere le casse pubbliche ad ulteriori salassi e per giungere a ciò, si sarebbe individuata una strada che, se imboccata, forse potrebbe soddisfare le esigenze di tutti.

    La strada che si vorrebbe intraprendere vede nel “salto” delle farmacie tradizionali la soluzione praticata allorquando il paziente venga dimesso dall’ospedale e deve continuare a casa la terapia prescrittagli; per farlo si utilizzerebbero gli stessi canali distributivi dei farmaci attualmente in vigore, farmacie ospedaliere e/o distretti A.S.L. in uno studio portato avanti dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), che permetterebbe al cittadino di risparmiare interamente il ticket ed allo Stato di giungere ad un risparmio che potrebbe determinarsi addirittura in un 60% del prezzo del prodotto venduto.

    Occorre anche dire che il ricorso ad una tale soluzione non è del tutto inedita, chi non ha memoria del tutto corta ricorderà che una legge del 2001 prevedeva una soluzione come quella adesso invocata anche se non tutte le regioni e questo occorre dire che è il solito problema tutto italiano, hanno provveduto a destinare le risorse sanitarie allo stesso modo tant’è che, : ci sono regioni ‘generose’ che all’uscita del paziente dall’ospedale assicurano 30 giorni di terapia, altre solo 10, così il malato è costretto, se la cura a casa si protrae, ad andare dal suo medico e poi in farmacia, pagando il ticket se non esente..
    “Un problema molto sentito in questo momento è il contenimento della spesa farmaceutica e la sostenibilità delle cure – afferma Laura Fabrizio, presidente SIFO – vi sono molti modi per razionalizzare la spesa farmaceutica.

    La distribuzione diretta dei medicinali ad alto costo attraverso le ASL e gli Ospedali, per particolari categorie di pazienti cronici o al momento delle dimissione, rappresenta una via certa e percorribile. Nelle realtà dove la distribuzione diretta è stata attivata, si sono registrati risultati molto interessanti sul fronte del contenimento dei costi, dell’appropriatezza prescrittiva e della qualità dell’assistenza farmaceutica.

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