Farmaci: somministrati automaticamente da un nuovo dispositivo

Farmaci: somministrati automaticamente da un nuovo dispositivo

Gli studiosi del Massachusetts Institute of Technology (MIT), hanno creato un dispositivo in grado di rilasciare i farmaci, singoli o diversi, automaticamente o a comando o in un momento stabilito

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    Un nuovo dispositivo, creato negli Stati Uniti, è in grado di somministrare i farmaci automaticamente, sia in un momento prestabilito (quindi memorizzato dall’apparecchio) sia in seguito al comando dato dal paziente stesso. L’idea di un apparecchio di questo genere risale a circa 15 anni fa, dopo una serie di studi e analisi è stato realizzato dai ricercatori statunitensi raggiungendo un importante traguardo nella scienza. Infatti, per i pazienti costretti a seguire una terapia quotidiana caratterizzata da varie somministrazioni di medicinali, anche per via sistemica (endovenosa, sottocutanea, intramuscolare), il dispositivo rappresenterà una liberazione.

    In cosa consiste quest’ultimo? Gli studiosi del Massachusetts Institute of Technology (MIT), hanno creato questo dispositivo che consiste in un chip wireless da impiantare sottocute (mediante intervento in anestesia locale di trenta minuti circa) ed in grado di rilasciare i farmaci nell’organismo, sia singolarmente sia più medicinali contemporaneamente. Al suo interno, infatti, si possono inserire sino a 20 dosi di farmaco, rilasciate in un momento stabilito precedentemente, quindi programmato, oppure deciso sul momento dal paziente, utilizzando, da una piccola distanza un telecomando funzionante con una frequenza radio particolare, Medical Implant Communication Service (MICS).

    Uno studio, pubblicato su Science Translational Medicine, molto importante i cui risultati miglioreranno sicuramente anche l’approccio del paziente alla terapia.

    Sino ad ora il dispositivo, che permane nel corpo del paziente per circa quattro mesi, è stato testato su sette pazienti donne affette da osteoporosi, utilizzando il teriparatide, farmaco di solito somministrato tramite iniezione. Oltre all’osteoporosi sarà utile anche per altre malattie importanti e che necessitano di una terapia sistemica continuativa, come quella del dolore, antitumorale, per trattare la sclerosi multipla. Proprio per questo i ricercatori stanno già pensando di creare un ulteriore dispositivo in grado di contenere più dosi di farmaco e quindi più appropriato.

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