Farmaci: scoppia lo scandalo sui prezzi

Vere e proprie accuse pendano sul senatore Cesare Cursi che avrebbe fatto da mediatore per una nota azienda farmaceutica, intascando tangenti per favorire grossi guadagni economici

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    Nel campo della sanità spesso vengono alla luce delle vicende che colpiscono l’attenzione dell’opinione pubblica in quanto si configurano come veramente inaspettate. L’ultimo caso riguarda una tangente pari a 100.000 euro che qualche anno fa la casa farmaceutica Ferring ha offerto ad un mediatore e ad un senatore.

    Si tratta di un fatto eclatante. Lo scopo della tangente era quello di ottenere la registrazione di un prezzo maggiore per un farmaco contro l’infertilità. Il tutto avrebbe riguardato un’aggiunta di tre euro a fiala. Ma c’è un’altra accusa che pende sul senatore Cesare Cursi. Si tratta di fondi neri aziendali che avrebbero il valore di 2,7 milioni di euro. Questi ultimi sarebbero stati implicati in un’opera di corruzione per fare in modo che i medici prescrivessero ai pazienti l’ormone della crescita che porta il nome di Zomacton.

    Un vero e proprio business, che è stato attuato a spese della salute dei pazienti e che, secondo ciò che è emerso dalle indagini, prevedeva addirittura l’adozione di un vero e proprio tariffario che assegna prezzi diversi agli obiettivi da raggiungere. Il senatore avrebbe fatto quindi proprio da mediatore, per ottenere dei favori che implicavano grandi movimenti di denaro e avrebbero portato all’azienda farmaceutica grandi guadagni.

    In particolare il giro di soldi prevedeva di dare al medico una remunerazione in funzione del numero di pazienti che sarebbe riuscito a procurare. Un fatto che desta preoccupazione e che ci fa riflettere su quanto possa essere pericoloso un determinato comportamento, che tiene conto solo dei guadagni e non delle vere esigenze di salute degli individui.

    Immagine tratta da: gallery.panorama.it