Farmaci salvavita: proviamo con la polipillola

Farmaci salvavita: proviamo con la polipillola

Gli scienziati ci stanno lavorando, la polipillola consisterebbe in cinque farmaci in uno a dosi fisse così costituiti: tre antipertensivi, un diuretico, si pensa all’idroclorotiazide perché già previsto all’interno degli antipertensivi, un beta bloccante, l’atenololo, l’ACE inibitore, una statina, ad esempio, la simvastatina e l’Aspirina

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    Pillole

    L’ideale sarebbe per soggetti cardiopatici e magari ipertesi non ricorrere ad una multiterapia costituita da diversi farmaci da assumere in momenti diversi della giornata col rischio di dimenticarne qualcuno o di assumere una quantità doppia di qualche altro preparato col rischio di vanificare o estremizzare una cura; una buona scoperta sarebbe quella di prevedere per tali pazienti, anche reduci da ictus o per cercare di prevenirlo, una polipillola.

    Gli scienziati ci stanno lavorando, la polipillola consisterebbe in cinque farmaci in uno a dosi fisse così costituiti: tre antipertensivi, un diuretico, si pensa all’idroclorotiazide perché già previsto all’interno degli antipertensivi, un beta bloccante, l’atenololo, l’ACE inibitore, una statina, ad esempio, la simvastatina e l’Aspirina.

    Uno studio complesso che si è svolto in India su 2.053 persone di età compresa fra i 45 e gli 80 anni che non avevano mai sofferto, però, ad esempio, di infarto ma che avevano, almeno per una cospicua parte di questi pazienti, un fattore di rischio importante come il diabete ed una moderata ipertensione arteriosa, un modesto grado di obesità, un’ipercolesterolemia e livelli di HDL basso, alcuni di questi soggetti erano fumatori.

    Comparando il gruppo di studio con altro gruppo che assumeva gli stessi farmaci di cui era composta la polipillola, coloro che ricorrevano alla moderna metodica traevano maggiori benefici riguardo un abbassamento importante della pressione arteriosa, una riduzione del colesterolo più ridotta rispetto a coloro che assumevano le statine singolarmente, questo ultimo dato non è stato del tutto chiarito, a meno di non considerare l’effetto avverso che potrebbero avere gli altri principi attivi della polipillola assunti di fatto in maniera sovrapposta, ma di contro si sarebbe abbassata la soglia di insorgenza di un infarto in ragione anche del 60% e, in ordine alla tollerabilità del farmaco, si sarebbero evidenziati gli stessi effetti che si avrebbero somministrando i preparati singolarmente, ad esempio, non si ravvisa nella polipillola alcuna protezione gastrica….

    Considerato il fatto che parliamo di un’acquisizione scientifica abbastanza recente vengono meno valutazioni di ordine temporale, ovvero cosa accadrà nel lungo periodo di assunzione del preparato ma potrebbe quest’ultimo aspetto essere anche ascrivibile agli stessi effetti che si riscontrano nell’assunzione singola. Il vantaggio per la collettività in termini economici ci sarebbe eccome, visto i minori costi rappresentati dalla pillola singola.

    Resta il fatto che, come affermano gli scienziati che hanno partecipato allo studio, non è possibile e neanche pensabile che qualcuno trasferisca alla polipillola il ruolo, che non ha, di panacea di tutti i mali; insomma, senza prevenzione e allontanamento dei fattori di rischio, polipillola si, polipillola no, non si va da nessuna parte!
    Fonte:The Lancet in press. Available online 30 march 2009

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